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Un nuovo farmaco, costituito da cannabidiolo (CBD) puro, un composto non psicoattivo della cannabis, sarà testato in due differenti test clinici su bambini affetti da epilessia. Si chiama Epidolex, è prodotto dalla GW Pharmaceuticals, ed è stato approvato dalla U.S. Food and Drug Administration. Per ora sono due gli studi clinici che saranno avviati sull’efficacia dell’Epidolex e che saranno diretti da Orrin Devinsky, professore della NYU School of Medicine, oltre che direttore del Comprehensive Epilepsy Center dell’Università, e da Roberta Cilio, che dirige la ricerca di epilessia pediatrica presso l’Università della California a San Francisco (UCSF).

Secondo il dottor Geoffrey Guy, presidente della GW Pharmaceuticals, se tutto va come previsto e la FDA apprezzerà l’andamento degli studi, in tutte le maggiori Università americane i professori del campo potranno sperimentare il farmaco su decine di pazienti affetti da vari tipi di epilessia. Studi preclinici sponsorizzati dalla società mostrano che il CBD, insieme ad un cannabinoide correlato chiamato cannabidivarina (CBDV), ha il potenziale di ridurre le crisi epilettiche. Il suggerimento è che gli estratti di cannabis ricchi di CBD potrebbero essere efficaci nel trattamento di epilessia nei bambini. La GW Pharmaceuticals è la società britannica che ha ottenuto l’approvazione del governo nel 1998 per sviluppare estratti vegetali a base di cannabis. Il loro prodotto di punta è il Sativex, mix di circa 50-50 di CBD e THC che è stato approvato dalle autorità del Regno Unito e di altri 20 Paesi (tra i quali anche l’Italia), per il trattamento del dolore e la spasticità nella sclerosi multipla.

A differenza del Sativex, l’Epidiolex è un farmaco liquido che può essere somministrato con una siringa contagocce. Secondo la società il farmaco contiene più del 98% di CBD, insieme a tracce di altri cannabinoidi. Inoltre è privo di THC e quindi non può causare il tipico sballo della marijuana nei futuri giovani pazienti. Nel frattempo in America si moltiplicano le storie di giovani e giovanissimi pazienti che vengono iscritti ai programmi di cannabis terapeutica statali, in un dibattito che oltreoceano si sta facendo sempre più sensibile al tema.

Dal caso di Zaki Jackson, bimbo di 5 anni che subiva fino a 200 crisi epilettiche al giorno a causa di una rara forma di epilessia, che ha ricominciato ad avere una vita normale grazie alla cannabis, passando per la battaglia intrapresa dai genitori di Vivian Wilson, afflitta dalla sindrome di Dravet, altra grave forma di epilessia, che ha portato il governatore del New Jersey a cambiare le leggi sulla cannabis terapeutica dello Stato, arrivando a Zander Welton, altro bambino di 5 anni ammesso al trattamento con la cannabis terapeutica per placare le crisi epilettiche, gli esempi sono molti. Intanto il dottor Guy ha spiegato che «si attendono le prove per fornire una migliore comprensione di ciò che il cannabidiolo possa fare in questi diversi gruppi di bambini, quali vantaggi possiamo vedere e come i risultati possano essere meglio valutati».

Ci vorranno anni perché il processo di sperimentazione clinica venga completato. Tuttavia, secondo il presidente della società, se il farmaco mostrerà buone premesse in studi clinici di Fase 1, la FDA potrebbe accelerare il processo. Intanto la GW Pharmaceuticals ha annunciato il mese scorso l’inizio della sperimentazione clinica del farmaco anti-epilessia nel Regno Unito.

Mentre da noi, uno dei pochi medici che cercava di portare avanti una ricerca che potesse dare risultati concreti per i pazienti, nel momento in cui questo giornale sarà stampato e distribuito, si trova agli arresti domiciliari in attesa di processo per produzione e coltivazione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.





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