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Nuove rotte per viaggiatori digitali

Nuove rotte per viaggiatori digitali

Intelligenza artificiale, chatbot, blockchain, identità digitale, IoT, robotica, cybersecurity e 5G saranno le parole chiave del turismo prossimo venturo. In che modo lo cambieranno lo spiega bene “Turismo Mega Trend” (Hoepli Edizioni), un manuale in cui è possibile cogliere quanto sta per succedere (e in buona parte sta già accedendo in Cina, il palcoscenico più tecnologico del pianeta). Con il suo autore, Edoardo Colombo, esperto di innovazione, comunicazione digitale e turismo, abbiamo provato a capire come la tecnologia può rendere il nostro modo di viaggiare anche più sostenibile.

Se guardiano all’innovazione come opportunità e non come a un rischio, come è possibile volgerla a vantaggio di un nuovo modello di turismo più rispettoso dell’ambiente?
L’adozione di massa di nuove tecnologie a cui abbiamo assistito ha creato nuove abitudini e anche persone che avevano meno dimestichezza con le piattaforme di videoconferenza ora sono perfettamente in grado di lavorare anche da remoto. Questo svilupperà un nuovo turismo dei nomadi digitali, persone che saranno incentivate anche dall’azienda a lavorare in situazioni di maggior comfort rispetto alle dimensioni del proprio domicilio tradizionale. È una grande opportunità per offrire soggiorni in aree rurali o nei borghi, dove l’unica condizione è di avere una connettività garantita ad alta velocità, e dove si può soggiornare per periodi medio lunghi unendo il benessere alla professione.

Un’altra delle più importanti novità nel prossimo futuro è la possibilità offerta dalle tecnologie basate sulla blockchain e in particolare gli smart contract che sembrano fatti apposta per aggregare pacchetti di viaggio. Creando relazioni fiduciarie si possono sviluppare modelli di business che attenuino la dipendenza degli intermediari, garanti dei reciproci interessi degli operatori e dei clienti, favorendo la sostenibilità economica. Con i token si potrà anche premiare comportamenti positivi e sostenibili in termini di rispetto dell’ambiente e del territorio.

Come coniugare la figura del super traveller, perennemente connesso e georeferenziato, con il gusto della scoperta, della sorpresa – anche dell’imprevisto – che dà valore al viaggio?
La possibilità di ricevere informazioni georeferenziate cambia il tipo di avventura, ma a mio parere la aumenta. Il viaggio organizzato è un lontano ricordo; oggi si possono scovare ristorantini tipici, negozietti, sagre, concerti sulla base di suggerimenti o recensioni che possono essere fuori da tutti gli schemi tradizionali del turismo.

Tra le varie innovazioni illustrate nel suo libro, c’è anche quella delle traduzioni in tempo reale: riuscire a intendersi può facilitare la comprensione di culture diverse. Quando crede che farà parte in concreto del nostro bagaglio di viaggiatori?
Le tecnologie di traduzione automatica apriranno scenari mai visti: poter viaggiare con la possibilità di interagire con persone che parlano qualunque lingua sarà straordinario e ci consentirà di poter visitare luoghi anche nei paesi più remoti, conservando lo spirito di avventura del vero viaggiatore.

Gli sviluppi in questo senso sono stati rapidissimi e già oggi i traduttori automatici consentono di inquadrare un cartello e vederlo nella propria lingua, oppure le soluzioni di vocal assistant e text to speech consentono di parlare nella lingua del nostro interlocutore. Io l’ho scoperto anni fa come necessario per prendere un taxi in Cina, e per molti è già uno strumento molto utilizzato, probabilmente entro un paio d’anni sarà di uso comune.





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