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Anche in Molise e in Piemonte è stata depositata una proposta di legge sulla cannabis terapeutica, seguendo l’esempio delle altre 10 regioni che hanno già legiferato in materia.

In Molise la proposta di legge sull’«utilizzo di talune tipologie di farmaci nell’ambito del servizio sanitario regionale» è stata protocollata il 2 dicembre presso l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e firmata dai consiglieri Salvatore Ciocca (Comunisti Italiani), Domenico Ioffredi (Sinistra Ecologia Libertà) e Filippo Monaco (Costruire Democrazia). Nell’elaborazione di questa proposta di legge Ciocca, Ioffredi e Monaco hanno inteso «condivisibile innanzitutto il riconoscimento del diritto di tutti i pazienti di vivere senza sofferenze inutili e di ricevere cure adeguate rispetto ai problemi di salute e di relazione, rendendo quindi lo sviluppo delle cure palliative e di fine vita tra le priorità dei servizi sanitari e sociosanitari».

Il giorno successivo in Piemonte Sel, con l’appoggio trasversale di esponenti del Pd e della lista Chiamparino per il Piemonte, ha presentato una proposta di legge regionale sulla cannabis terapeutica. La legge prevede innanzitutto che i farmaci a base di cannabinoidi possano essere prescritti anche dal medico di base e non più solo dagli specialisti ospedalieri. Inoltre propone l’istituzione di acquisti centralizzati per abbattere i costi dei farmaci, e chiede una distribuzione in tutte le farmacie. Infine apre anche alla possibilità di avviare progetti pilota di coltivazione in Piemonte, incentivando la ricerca in materia e destinando a questo scopo metà dei 200mila euro con i quali si intende finanziare la legge.

In Toscana, prima regione a legiferare in materia, la legge è stata modificata per facilitare l’approvvigionamento del farmaco e le prescrizioni. Nel concreto «si aggiorna il regolamento riguardo alle novità giunte dal ministero della Salute sull’impiego della specialità medicinale Sativex, sull’importazione di Bedrocan e simili, e sulle preparazioni magistrali contenenti sostanze vegetali a base di cannabis». Inoltre «si stabilisce, con certezza interpretativa, che tutti i medici, nei limiti previsti dalla normativa nazionale, possono prescrivere le preparazioni magistrali a base di cannabis e che la prescrizione e l’inizio del trattamento devono essere eseguite in strutture ospedaliere o a esse assimilabili».

 





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