cinquiniÈ stato nuovamente arrestato dai carabinieri di Forte dei Marmi Fabrizio Cinquini, medico e attivista per il diritto alle cure a base di cannabis, già arrestato e condannato a sei anni di reclusione in passato. Secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa i carabinieri sarebbero intervenuti in seguito alla segnalazione di alcuni cittadini, arrestando il medico mentre, nottetempo, si stava recando ad annaffiare le piante di cannabis che coltivava in un terreno.

COLTIVAZIONE A SCOPI DI STUDIO. Cinquini stava coltivando 25 piante di cannabis, 16 in vaso e le restanti nel terreno, in un campo posto a pochi chilomentri dalla sua abitazione. Una coltivazione che il medico aveva sempre rivendicato e non effettuato di nascosto, in un terreno contornato di abitazioni. Probabile che sia stato qualcuno degli abitanti della zona, al quale evidentemente l’attività del medico non andava a genio, ad avvertire le forze dell’ordine. Anche se pare difficile credere che non ne fossero già a conoscenza, visto che nei mesi scorsi Cinquini aveva anche fatto entrare anche alcuni operatori televisivi all’interno del campo. La coltivazione serviva al medico per effettuare sperimentazioni sull’utilizzo terapeutico della cannabis.

LE CONDANNE SUBITE IN PASSATO. Fabrizio Cinquini scoprì le proprietà terapeutiche della cannabis direttamente su sé stesso, quando lo aiutò a guarire dall’epatite C contratta mentre prestava servizio su un’autoambulanza. Da allora ha dedicato la sua attività allo studio della cannabis, selezionando e studiando le proprietà delle diverse genetiche esistenti. Nel 2014, dopo mesi trascorsi tra il carcere di Massa e la detenzione domiciliare, venne condannato a sei anni di reclusione e 30 mila euro di multa. Ora questo nuovo arresto che rischia di privarlo nuovamente della libertà.

LE DCHIARAZIONI DI CINQUINI.
“Stavo sperimentando – ha raccontato il medico – un prodotto derivante dalla marijuana per curare mia madre. Si tratta di una sostanza che combatte la perdita della memoria e che al tempo stesso è un antidolorifico. Si tratta di un estratto sotto forma di goccioline studiato in modo che la sua assunzione non scateni effetti stupefacenti sui pazienti”. Un esperimento che ora dovrà necessariamente essere sospeso. “Ma ci tengo a sottolineare che quello che faccio è sotto gli occhi di tutti. E non è vero, come invece riferito dai carabinieri, che mi hanno fermato al buio, di notte, come se facessi tutto di nascosto”. A quanto si è appreso Cinquini, inoltre, non sarebbe stato arrestato ma messo in stato di fermo e trattenuto per alcune ore in commisariato prima di essere rimandato a casa dovendo rimanere a disposizione della magisratura.





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