IMG1

Il mese scorso, il governo neozelandese, modificando la normativa in vigore, ha messo al bando la sperimentazione animale per i prodotti cosmetici.

Il testo proposto da Mojo Celeste Mathers, che diventerà legge nelle prossime settimane, non include, purtroppo, i prodotti cosmetici di importazione testati su animali. Una vittoria simbolica, dunque, per il Green Party e le associazioni animaliste, che si sono battute nell’ultimo anno per vietare i test su cavie. Attualmente, nel paese non esistono, infatti, aziende cosmetiche impegnate in test di questo tipo; i cosmetici venduti nelle profumerie e nei supermercati neozelandesi sono prodotti importati da altri paesi. Diciamo che questo sarà il prossimo obiettivo che gli animalisti neozelandesi dovranno raggiungere. Anche perché, da un sondaggio condotto dall’associazione animalista Safe, l’89% della popolazione è contraria a questa pratica crudele.

La Nuova Zelanda entra, dunque, nella lista di quei Paesi che si stanno impegnando a eliminare in modo graduale la sperimentazione animale. In Europa, nel 2004, è entrato in vigore il divieto di test su animali per il prodotto finito, nel 2009 è scattato il divieto ai test su animali per gli ingredienti realizzati all’interno dell’Unione europea e il divieto di vendita di cosmetici il cui prodotto finito e i cui ingredienti siano testati su animali. Erano, però, esclusi da tale divieto tre test di tossicità fortemente invasivi e crudeli. Il divieto totale, in tutto il territorio comunitario, è scattato solo nel 2013, anno che ha decretato finalmente la produzione dei cosmetici totalmente cruelty-free.

Tuttavia, è necessario precisare, che il divieto riguarda solo i cosmetici e non i detersivi; questa puntualizzazione va fatta perché alcune aziende producono entrambi i prodotti. Se un ingrediente viene testato, per esempio, per essere utilizzato in un articolo che non sia un cosmetico (detersivo, vernice, farmaco, ecc.), potrà essere usato anche nel cosmetico, anche se sperimentato dopo il 2013, perché i test su animali sono stati condotti per commercializzare altre tipologie di prodotti. Non possiamo, dunque, avere la certezza che gli ingredienti realizzati dopo il 2013 non siano mai usati nei cosmetici venduti nell’Ue. Voglio anche sottolineare che le aziende europee che vendono cosmetici in tutto il mondo, non possono testare i nuovi ingredienti su animali per venderli nell’Ue, ma possono testarli su di essi, se vogliono importarli in altri paesi, dove questo divieto ancora non è scattato. È consigliabile, dunque, preferire le aziende che hanno aderito allo Standard Internazionale Cruelty-free, per non incentivare la vivisezione.

A vietare sia i test, sia l’importazione dei cosmetici testati su animali, anche Israele e India, mentre il governatore dello stato brasiliano di San Paolo ha abolito i test su animali in ambito cosmetico per prodotti per la detergenza personale, profumi e cura della pelle.





Comments are closed.

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.