La bozza del referendum di settembre che darà la possibilità ai cittadini della Nuova Zelanda di legalizzare la cannabis, è stata resa pubblica. Come era stato anticipato nel 2017, i cittadini avranno la possibilità, il prossimo 19 settembre, di decidere se rendere o meno legale la cannabis, contestualmente alle elezioni governative nel paese.

Intanto la bozza del quesito referendario è stata pubblicata e recita così: “Appoggiate la proposta di ‘Legge sulla legalizzazione e il controllo della cannabis?'”. E i cittadini potranno rispondere con un “sì” o un “no”.

Il disegno di legge cerca di ridurre i danni derivanti dall’esistenza di un mercato illecito della cannabis e propone di istituire la coltivazione domestica, la vendita al dettaglio della cannabis e una sezione di supervisione regolamentare per tenere sotto controllo la nuova industria. Secondo un documento governativo, infatti, il fine della legalizzazione della cannabis è quello di affrontare il benessere dei neozelandesi e ridurre i danni sociali e di salute dati dal consumo di droghe e dall’esistenza del mercato illegale; ridurre il consumo complessivo di cannabis, specie nelle fasce più giovani della popolazione, attraverso servizi di istruzione e contrasto alle dipendenze che verranno finanziati con i proventi stessi della legalizzazione.

Ecco perché, se la legge diventasse realtà, i cittadini dai 20 anni in su sarebbero autorizzati a possedere e acquistare cannabis legalmente, oltre ad avere la possibilità di coltivare fino a due piante di cannabis, o quattro per famiglia, e acquistare fino a 14 grammi di cannabis al giorno. Non ci sarebbe alcun uso pubblico, e il possesso per i minorenni sarebbe comunque vietato.

Proprio come accade oggi in diversi stati americani, la cannabis verrebbe venduta solo in strutture autorizzate, come i dispensari, con un sistema fiscale ad hoc. I prodotti commestibili commerciali non sarebbero legalizzati, anche se i consumatori avrebbero il permesso di produrli in casa. Il disegno di legge stabilisce anche un limite per la quantità di cannabis che può essere prodotta, che può cambiare ogni anno in base al numero di persone coinvolte nell’industria. Il denaro generato dall’industria della cannabis andrebbe speso per progetti come la riduzione del danno, l’educazione sulle sostanze e la sanità più in generale.

L’unico problema è che il governo neozelandese non sarà vincolato dal risultato del referendum. Se avrà successo e i “sì” saranno più del 50%, la legalizzazione della cannabis sarà introdotta nel Parlamento e sottoposta a una consultazione pubblica, in caso contrario non verrà intrapresa nessuna iniziativa.

 

 





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