canapa tessileIeri la Commissione Agricoltura riunita in sede legislativa ha approvato la nuova proposta di legge per disciplinare il settore della canapa industriale in Italia, ora il testo dovrà affrontare l’esame del Senato prima di diventare ufficialmente legge. Il testo approvato è un’unificazione di quattro precedenti proposte, che erano state presentate da Loredana Lupo (Movimento 5 Stelle), Adriano Zaccagnini (Sel), Nicodemo Oliverio (Pd) e Dorina Bianchi (Area Popolare).

Queste le principali novità introdotte dal testo:

  • Settori di impiego della canapa: La nuova legge si propone di sostenere e incentivare la coltura della canapa finalizzata a: coltivazione e trasformazione; incentivazione dell’impiego e del consumo di semilavorati di canapa provenienti da filiere prioritariamente locali; sostegno allo sviluppo di filiere territoriali volte a perseguire integrazione locale e sostenibilità economica e ambientale; produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi per le industrie; realizzazione di opere di bioingegneria e bonifica dei terreni; realizzazione di attività didattiche e di ricerca.

 

  • Liceità della coltivazione: La coltivazione di canapa è consentita senza necessità di autorizzazione allo scopo di ottenere: produzione di alimenti e cosmetici; semilavorati (come fibra, oli e carburanti) da destinare alle industrie e le attività artigiane dei vari settori (incluso quello energetico ma solo per l’autoproduzione aziendale); produzione di materiale organico per la bioingegneria e la bioedilizia; coltivazioni destinate alla fitodepurazione dei terreni inquinati; coltivazioni dedicate a scopi didattici e dimostrativi; coltivazioni destinate al florovivaismo.

 

  • Nuovi limiti di Thc: La nuova norma approvata innalza i limiti di Thc ammessi nelle coltivazioni a 0,6% rispetto all’attuale 0,2%. Questo innalzamento serve ad evitare di mettere fuori legge i coltivatori ed evitare che incorrano in sequestri senza che abbiano commesso alcun reato, visto che non è raro che anche varietà di canapa a scopo tessile possano sviluppare concentrazioni di Thc sopra allo 0,2% a seconda delle condizioni climatiche e di coltivazione. Il corpo forestale dello Stato è autorizzato a effettuare i controlli sulle coltivazioni, che andranno valutate analizzando la media risultante tra i vari campioni e non le singole piante. Rimangono coltivabili solo i semi di canapa certificata a scopo tessile dalle autorità europee

 

  • Incentivi per la filiera: Il Ministero delle politiche agricole e forestali destina annualmente un quota massima di 700 mila euro per favorire il miglioramento delle condizioni di produzione e trasformazione, una ulteriore quota può essere destinata a progetti di ricerca e sviluppo. Il governo si impegna inoltre a costituire un tavolo con i soggetti del settore per risolvere le problematiche e avviare progetti di ricerca e sviluppo ed a coinvolgere le Regioni per la destinazione degli incentivi. Il governo si impegna inoltre a valutare opportune iniziative in sede europea per chiedere che anche la coltivazione della canapa possa beneficiare della “componente di inverdimento”, cioè ad essere riconosciuta tra le pratiche agricole che giovano al clima e all’ambiente e che ottengono a questo scopo incentivi comunitari.




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