puglia-private-tour-notte-della-taranta-concertone-finale-melpignanoQuasi fino alle prime luci dell’alba: così è sempre stato e così anche quest’anno la Notte della Taranta con il concertone finale, che dell’estate salentina è ormai diventato l’evento cruciale, ha portato con sé grande folla ed entusiasmo. Sul palcoscenico del piazzale degli Agostiniani a Melpignano, nel cuore della terra d’Otranto, la decima edizione di una rassegna itinerante, inventata dai comuni della Grecia Salentina e dall’istituto Diego Carpitella, e da un musicista di prestigio come Mauro pagani (ex Pfm e poi collaboratore di Fabrizio de Andrè) chiamato a dirigere l’Orchestra popolare di 50 elementi. Un orchestra quest’anno meno numerosa e con un impronta musicale diversa della precedente edizione.

Duemila persone dieci anni fa, cento mila per il suo compleanno. Sono stati i “ragazzi di Melpignano” ad aprire la lunga maratona musicale della notte, un gruppo di giovanissimi, già un piccolo ensamble. A seguire la tradizione pugliese dei Cantori di Corigliano, dei Cantori di Carpino e dei Cantori di Villa Castelli fino ad Uccio Aloisi, voce instancabile ormai alla soglia degli 80 anni. I ritmi ammalianti e multietnici dell’Orchestra di Piazza Vittorio hanno creato un’atmosfera molto particolare che ha fatto entrare la Notte nel momento più esplosivo del suo programma. La grande orchestra suona, suona e coinvolge. Mauro Pagani, maestro concertatore, regala l’apertura ai Balcani e all’Oriente, con violini, viole e violoncelli già protagonisti, e poi ci mette solo un attimo a far scatenare la folla nei balli sfrenati, a ritmo di tamburello con “Pizzica di galatone”, “Pizzicarella” e “Pizzica degli ucci”.

Una piccola parentesi se la ritaglia Piero Brega del Canzoniere del Lazio, prima di ridare voce alla grande orchestra popolare che delizia la piazza con canti d’amore e canti di lavoro, rigorosamente in dialetto salentino. Molti ospiti illustri ,come ogni anno, tra cui Morgan (cantautore dopo i Bluvertigo), Massimo Ranieri, Ginevra di Marco, Eva Quartet, il salentino Giuliano Sangiorgi (Negramaro), Badarà Seck ( bandiera musicale del Senegal), e Claudio ”Cavallo” (Mascarimiri).

Quando il sole sorge la piazza è ancora lì a ballare, il vino consumato a fiumi, gente sudata ma non stanca, è questo il fascino della taranta…..!!?? Nel corso del 2006 l’orchestra popolare La Notte della Taranta ha “esportato” la sua musica non solo oltre i confini regionali, ma ha varcato anche i confini nazionali e continentali trasportando in Cina, il 2 maggio 2006, ospite della terza edizione della “Settimana della musica popolare di Chaoyang”, i ritmi percussivi dei tamburelli, il suono degli organetti, dei tanti strumenti a corde e a fiato e le migliori voci della tradizione salentina.

Ovviamente come ogni cosa che si rispetti ha nei suoi confronti anche sguardi pieni di critica da parte di chi vede in tutto questo un’operazione molto commerciale e poco di conservazione della tradizione. Ma la partecipazione folta e sentita lasciano intendere che la Notte della Taranta non è solo marketing, ma è molto altro: ha esportato la sua musica fino in Cina ma ha anche importato tradizioni musicali popolari da tutto il mondo; è nata per conservare la pizzica e si è trasformata fino a diventare un vero e proprio festival della musica popolare d’Italia, d’Europa e del Mondo; è nata rischiando di chiudersi su sé stessa nella rigorosità della tradizione, si è aperta a esperienze più varie e diverse, con la passione e la voglia di continuare a crescere. Sicuramente un evento di grande spessore, sarà diventato un’istituzione?

Paolo e Luca





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