edibles marijuanaNegli Stati Uniti d’America sono saliti a 28 il numero si Stati che hanno legalizzato l’utilizzo di marijuana: 19 di questi per uso medico, mentre i restanti 9 per uso ricreativo.

Secondo la Arcview Market Research, società che si occupa di analisi e previsioni economiche nel settore della cannabis, nel 2016 il giro di affari di prodotti inerenti il settore cannabico è stato di 6,7 miliardi di dollari, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente.

La previsione è che nei prossimi anni ci sia un progressivo incremento, stimato al 25% ogni anno, fino al 2021. Una crescita esponenziale, paragonabile solo con un altro paio di realtà del passato: la Tv via cavo e la rete internet a banda larga.

Dopo oltre 80 anni di forte proibizionismo la marijuana inizia a farsi strada a grandi passi, con l’intento di recuperane il tempo perduto, portando con sé tutte quelle migliorie e quei buoni propositi che abbiamo sempre saputo. Basti pensare che nel 2016 negli USA hanno lavorato nell’ambito dalle 100 alle 150 mila persone, un bel colpo per l’occupazione.

Senza considerare gli ingenti introiti statali che, per fare un esempio, nel solo stato di Washington sono stati di 70 milioni di dollari in più. Certo, ogni Stato ha posto diverse limitazioni: un massimo alle quantità acquistabili, divieti ai minori di 21 anni, divieto di consumo in auto e in zone pubbliche. Qualcuno ha storto il naso, ma si tratta di compromessi necessari.

Ma cosa rende il settore della cannabis tra quelli in più rapida crescita al mondo? Alla base del boom va considerata la grande quantità di prodotti sviluppati per consumare cannabis nei più svariati modi, aprendo la porta a tutti quei consumatori che non fumano. Diversificare il metodo di assunzione è stata una delle carte vincenti. Tramite creme, vaporizzatori o ancora alimenti e persino bibite: decine di prodotti hanno portato la cannabis in nuove nicchie di mercato e consumo.

Inoltre, cosa da non sottovalutare, tutti questi prodotti non si trovano nel mercato nero. Quindi da un lato si premia la legalizzazione, portando alla luce quelli che sono i bisogni e i desideri di una popolazione, e dall’altra è possibile tagliare i guadagni alla malavita. Evviva la legalizzazione.





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