La Cambogia si aggiunge alla lista di paesi che non ne vogliono più sapere di plastica occidentale. E inizia rimandando al mittente circa 1.700 tonnellate di rifiuti stipati in 83 container fermi nel porto cambogiano di Sihanoukville.

La risposta delle autorità cambogiane una volta scoperta questa plastica/immondizia è stata feroce. In sintesi, hanno detto: non siamo la discarica di nessuno. Non vogliomo né plastica, né lubricanti o olii esausti. Ma come e perché sono arrivati questi container in Cambogia?

L’immondizia, per lo più proveniente dagli Usa e dal Canada, è arrivata qui etichettata come riciclabile; diversamente, come spesso ricordato dal primo ministro Hun Sen, ne sarebbe stata vietata l’importazione.

Tutto questo si verifica sulla scia del divieto dei cinesi che prevede di non importare più plastica straniera dal 2018, provvedimento copiato da altri paesi dopo averne sperimentato le condizioni e la quantità dei rifiuti provenienti dall’Occidente.

È successo in Malesia, è successo in Indonesia, è successo nelle Filippine, dove addirittura è nato un piccolo caso diplomatico: Manila ha richiamato il suo ambasciatore in Canada dopo che Ottawa non si era ripresa l’immondizia entro la data stabilita. Ora succede in Cambogia.

A Maggio 2019 circa 180 paesi hanno ratificato la Basel Convention on the Control of Transboundary Movements of Hazardous Waste and their Disposal per includere disposizioni sulla plastica: da adesso, ogni paese che abbia deciso di importarla dall’estero, può anche decidere di rifiutarla se questa risulta particolarmente difficile da riciclare e se contaminata o sporca.

Come tutti, la Cambogia ha i propri problemi con lo smaltimento della plastica prodotta a livello nazionale e poche sono le risorse per riutilizzarla. Insomma, nessuno ne vuole di più di quanta ne abbia già. Solo il 40% della popolazione ha accesso a un qualche tipo di smaltimento o raccolta di immondizia.

Intanto a livello mondiale, dagli anni 1950 ad oggi sono stati prodotti 8.3 miliardi di tonnellate di plastica e solo il 9% di questa è stata riciclata. Circa 14 milioni di tonnellate di plastica finiscono ogni anno negli oceani. Solo gli americani, il 4% della popolazione mondiale, producono il 12% dei rifiuti di plastica globali.

La soluzione è non produrne più, non usarne più, tornando ai bicchieri di vetro, alle forchette di metallo, ai piatti di ceramica. A una vita più sobria.





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