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La band di Pesaro torna con una nuova veste segno dell’evoluzione artistica e stilistica. “Eroi senza volto” è il nuovo album che punta all’essenza dello ska-core, genere che rende ancora più incisivo il loro grido contro la situazione politica e sociale italiana. Un’unione di stile e testi che mette in luce i gravi problemi odierni e che ancora una volta ci fa riflettere ed arrabbiare…

Dopo 9 anni di storia avete deciso di rinnovarvi con un sound più evoluto e dei testi ben studiati. Avete cambiato anche nome del gruppo, è stato un’evoluzione naturale o avete deciso intenzionalmente di cambiare veste?
Assolutamente no, non abbiamo né deciso né studiato un cambio o un rinnovo. Semplicemente è arrivato e fino al momento dell’entrata in studio non ci eravamo resi conto di come l’album sarebbe potuto venire fuori. Diretto, musicalmente più “cattivo” e con delle liriche molto più mature. Il cambio del nome è stato un sottolineare questo cambiamento e questa crescita.

“Eroi senza volto” indica proprio la denuncia e allo stesso tempo il supporto che date ai precari e alla gente, che ogni giorno lotta per i propri ideali e le proprie convinzioni, nell’attuale situazione politica italiana… come mai la decisione di puntare su quest’argomento?

Esattamente. Innanzitutto perché anche noi ci sentiamo parte di questo popolo che fa sacrifici e ha voglia di cambiare ingabbiato nell’ignoranza, nella censura e nella superficialità del nostro paese. In secondo luogo, l’idea dell’eroe senza volto è un po’ il denominatore comune di ogni traccia del nostro album. È sempre stato nostro stile parlare di quello che proviamo sulla nostra pelle, è successo che sul posto di lavoro di uno di noi un giorno è morto un operaio precipitando da un’impalcatura. Nessuno ne ha parlato e la cosa ci ha sconvolto. L’ingiustizia, i media che fanno tutto tranne che informarci e l’ottusità di chi ci governa ci ha portato a capire molte cose; abbiamo provato a metterle in musica, con il solito nostro entusiasmo essendo propositivi senza dimenticarci di sorridere.

Lo scorso numero parlava degli indignati… dopo aver ascoltato l’album si può capire che anche voi vi sentite indignati. Lasciate un messaggio a coloro che sono della vostra stessa linea di pensiero e a tutti i lettori di Dolce Vita…
Si, proprio così anche noi ci siamo indignati. E come noi anche tantissime altre persone. Si potrebbe allora pensare sul serio di fare qualcosa, di unirci e iniziare a gridare il nostro disprezzo e a pensare a degli interventi collettivi nella vita di tutti i giorni che possano lanciare messaggi importanti a chi sta sopra di noi. Con l’entusiasmo di sempre, quello che ci fa sempre guardare avanti, salutiamo tutte i lettori ed i sostenitori di Dolce Vita e vi ringraziamo di cuore. La musica indipendente esiste anche grazie a voi! RESISTERE!!!

 





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