La legalizzazione della cannabis nello stato di New York è una delle ultime che si sono concretizzate in Usa, e l’implementazione è ancora in via di definizione. Il possesso è già legale, anche se i primi dispensari apriranno nel 2022, ma sono in discussione delle modifiche alla legge, una delle quali vorrebbe fissare un limite per il THC in cannabis e derivati.

Affermando che “Il consumo frequente di cannabis ad alta potenza può provocare gravi condizioni di salute, compresa la neurotossicità e i disturbi da uso di sostanze”, a giugno Mike Lawler, politico repubblicano, ha presentato un disegno di legge che, se approvato, vieterebbe i fiori di cannabis con più del 15% di THC e gli edibili e i concentrati con più del 60% di THC.

Se la legge passasse, la maggior parte dei prodotti che si trovano nei dispensari in Colorado, California e altri stati sarebbero illegali a New York. Mentre il Congresso e gli stati del Sud, storicamente quelli più restii, iniziano a prendere in considerazione la legalizzazione come ad esempio è successo in Virginia, i legislatori di altri stati stanno facendo pressioni simili per porre un limite nei prodotti ad alto contenuto di THC.

Demonizzare il THC sembra essere il nuovo obiettivo del fronte anti-legalizzazione e dall’altro lato, la prima cosa che hanno sottolineato gli attivisti contrari alla misura, è che la domanda di prodotti ad alto contenuto THC, separata dai prodotti di cannabis legale “buoni” e “accettabili”, non diminuirà e sarà eventualmente soddisfatta dal mercato illecito.

Anche perché ci sono già dei precedenti per alcune restrizioni sulla potenza dei prodotti a base di cannabis. Per esempio, la maggior parte degli stati limita la quantità di THC permessa nei prodotti commestibili a base di cannabis a non più di 100 milligrammi per confezione e richiede che questi siano divisi in “porzioni individuali” di 10 milligrammi. Già oggi il mercato nero offre prodotti più potenti che contengono anche 200 mg o più di principio attivo.

E un tentativo simile, come ricordano su Cannabisnow.com, era stato fatto in Colorado, il primo mercato ricreativo aperto in Usa.

Era infatti stato introdotto un disegno di legge che avrebbe posto un limite nei livelli di THC nella cannabis al 15% e imposto una serie di altre restrizioni sui prodotti commestibili e concentrati. Le proteste hanno bloccato la legge, ma è lo stesso passata una versione modificata, che pone un limite giornaliero per la vendita di concentrati a 8 grammi, che equivalgono ad un quinto di quanto fosse permesso in precedenza.

Resterà da vedere cosa accadrà a New York, considerato un mercato chiave a livello nazionale e che si prevede diventerà uno dei più floridi degli Stati Uniti.

 





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