Si sente spesso dire che nell’intestino abbiamo il nostro secondo cervello e alla luce di recenti scoperte scientifiche e dell’importanza che riveste il nostro Sistema Endocannabinoide (SEC) in questo rapporto, possiamo dire che è un legame imprescindibile che tutti dovremmo tenere ben presente per preservare al meglio la nostra salute. Insomma, il benessere mentale, e non solo quello, parte dalla pancia.

Iniziando dal fatto che, ad esempio, patologie e problemi mentali come l’ansia e la depressione, possono avere origine anche dalla mancanza del microbiota o flora batterica, il risultato nel futuro potrebbe essere quello di un nuovo approccio clinico a tutta una serie di problematiche che coinvolgono la mente e l’apparato gastrointestinale. 

Il Sistema Endocannabinoide e le patologie gastrointestinali

Un ottimo punto di partenza è la pubblicazione scientifica curata da ricercatori italiani di cui dovremmo essere orgogliosi, su una patologia diffusa come la Sindrome dell’Intestino Irritabile (o IBS, l’acronimo inglese), dove, per la prima volta, viene indicato come primo trattamento quello della modulazione del Sistema Endocannabionide. “Abbiamo preso i dati già presenti in letteratura scientifica e li abbiamo analizzati per fare un quadro sulla possibilità della modulazione del SEC per trattare la sindrome dell’intestino irritabile. E’ il primo studio che identifica come primo presidio medico un intervento sul SEC, non solo con cannabinoidi, ma anche con altre sostanze che possono essere efficaci per questo scopo”. E’ la spiegazione del dottor Fabio Turco, ricercatore presso l’Università Federico II di Napoli, nonché caporedattore di CannabiScienza, la start up italiana che si è lanciata nell’arduo compito di fare formazione per medici, infermieri, personale sanitario e semplici curiosi, sul mondo della cannabis in medicina, e che fa ricerca proprio su queste tematiche, come il SEC intestinale o l’asse cervello-intestino. 

“Il SEC infatti”, continua Turco, “è formato da recettori sui quali agiscono, oltre alle molecole endogene che noi produciamo, anche delle molecole esogene, tipicamente quelle prodotte dalla pianta di cannabis, ma non solo, quindi dà la possibilità di intervenire su vari fronti”. Nell’IBS i sintomi principali sono una ridotta o eccessiva motilità intestinale e dolori viscerali: “Due aspetti su cui influisce il SEC, che per prima cosa equilibra il transito intestinale, che può favorire i pazienti, e diminuisce il dolore addominale. Anche l’infiammazione a cui è associata la patologia, così come la comunicazione tra cervello e intestino, sono tutte vie di comunicazione sulle quali si potrebbe intervenire farmacologicamente”. Tanto è vero che, secondo studi ancora in corso “lo stesso SE è coinvolto nel trattamento di altre patologie gastrointestinali come l’iperacidità, la gastroparesi, o il morbo di Chron e la rettocoliteulcerosa per quanto riguarda l’infiammazione, su cui ci sono ottimi risultati a livello preclinico”. 

Cervello-intestino: il benessere parte dalla pancia

Secondo il dottor Turco “Il collegamento cervello-intestino è stato reso evidente da notevoli evidenze sperimentali. C’è uno studio che ho pubblicato prima di questo, su animali da laboratorio affetti da disbiosi, in cui il classico mal di pancia è correlato con disturbi di ansia e simil depressivi. Trattando la disbiosi con probiotici e ripristinando la microflora, questi disturbi spariscono. Anche qui il SEC potrebbe intervenire perché il microbiota intestinale modula l’espressione dei recettori cannabinoidi, così come i recettori modulano il microbiota che è collegato all’asse intestino-cervello”. 

Secondo la dottoressa Viola Brugnatelli, neuroscienziata e fondatrice di CannabiScienza, che ha guidato lo studio sull’IBS: “Il SEC si interfaccia praticamente con tutti i sistemi fisiologici del nostro corpo, tra cui, per esempio, l’importantissima interazione con il sistema nervoso simpatico e parasimpatico, ovvero quell’alternanza di setup fisiologici la cui coordinazione parte dall’ipotalamo e avvia segnali che regolano attività periferiche, come la nostra capacità cardiovascolare o i processi digestivi. Processi apparentemente autonomi, ma fortemente connessi sia all’ambiente circostante, che allo stato di salute dell’asse cervello-intestino”. In parole povere: “è vero che se ti spaventi il cuore parte a battere forte ed è una cosa che non si può controllare, ma è anche vero che la cosa che ti ha spaventato in realtà è ciò che il tuo cervello percepisce come stressor, ovvero un qualcosa che genera paura; quindi tutto passa attraverso queste lenti, che sono modulate anche dal tono e dallo stato di salute del SEC. Il dottor Turco ha dimostrato che l’interazione diretta del microbiota e gli stati dell’umore è un processo finemente regolato dal SEC. E il SEC, coordinando l’asse cervello-intestino, si interfaccia con molto di più che le sole funzioni gastrointestinali o l’umore, si pensi anche ai ritmi circadiani, al sistema immunitario o alle patologie psichiatriche”.

Tematiche molto attuali, perché se parliamo di disturbi del sonno o dell’umore, dell’appetito o gastrointestinali, oppure ancora di ansia, stress e forme di depressione, siamo perfettamente nella cornice del Covid-19, del lockdown e di ciò che ne consegue. “Sono le classiche patologie dell’età moderna – sottolinea Turco – portate anche dallo stare sempre connessi e alla frenesia della vita quotidiana. Il SEC potrebbe intervenire sia sulle singole patologie che sul ridurre l’ansia e lo stress più in generale e le patologie correlate”. Anche in questo caso si possono usare sia cannabinoiodi, sia altre sostanze. “Una sostanza comune come la menta piperita, che contiene mentolo, agisce sui recettori riducendo la motilità intestinale e il dolore viscerale, e potrebbe quindi essere utile modulando il SEC”. 

Neuro-Gastro-Cannabinologia: un webinar per approfondire

Ed è proprio su queste tematiche che i due ricercatori terranno un webinar il 16 maggio in Neuro-Gastro-Cannabinologia, un neologismo coniato per l’occasione e rendere evidente, fin dal nome, come i nostri 2 cervelli siano profondamente connessi. “Affronteremo la storia del SEC nel tratto gastro-intestinale e a livello centrale, i meccanismi influenzati dallo stress e come possono incidere su mente e intestino”, dice Turco. 

Per la dottoressa Brugnatelli: “E’ un’evoluzione di un workshop che abbiamo tenuto un mese fa per UniPadova. Lì spiegavamo semplicemente la presenza del SEC nel tratto gastrointestinale. Ci siamo resi conto dell’opportunità unica di unire la visione di una neuroscienziata e quella di un neurogastroenterologo e abbiamo deciso di espanderle per il webinar, partendo dall’inizio dell’attività gastrointestinale, ancora prima che il bolo venga deglutito: il motivo per cui si sceglie un cibo piuttosto che un altro, il fatto che alcuni abusino del cibo e altri non mangino assolutamente, tutti aspetti in cui il SEC è coinvolto. Per esempio: un paziente sottoposto a chemioterapia, spesso ha difficoltà di  appetito perché non sente più gli odori, un aspetto molto importante che è gestito dal SEC. Il come noi ci relazioniamo con il cibo è il primo passo di quella interazione tra cervello e intestino”.

Una tematica estremamente affascinante che nasce da un approccio innovativo che apre squarci interessantissimi per la medicina di domani: siete tutti invitati al workshop, ma iscrivetevi in fretta perché i posti sono in esaurimento (clicca QUI per iscrizioni e informazioni).





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