Kento – Foto di Pierpaolo Lo Giudice

Viviamo nell’epoca del punto di vista: ognuno può, più o meno legittimamente, esprimere il suo; qualsiasi evento può essere frastagliato, fissato in una miriade di angolazioni diverse e, poi, condiviso tramite stories, video e immagini, più o meno professionali, accessibili a tutti, una volta immesse in rete. Un mezzo potentissimo, se utilizzato con raziocinio, eppure in molti sembrano dimenticare, ogni volta che una notizia, un fatto o un’immagine arriva loro sotto gli occhi, che il succo della questione, il più delle volte, sta proprio nel punto di vista.

Ma veniamo ai fatti, quelli dei presunti “rave” illegali presso l’Università La Sapienza di Roma, per i quali la Digos ha denunciato in Procura ventuno organizzatori (tutti graviterebbero attorno ad ambienti antagonisti), indagati per “violenza privata”, ovvero il reato ipotizzato nei confronti di chi «con violenza o minaccia costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa». Precisando che l’ateneo non ha mai richiesto l’intervento della Polizia, limitandosi a informare la Questura del richiamo dell’evento, l’indagine sarebbe scattata, solo poi, a seguito della richiesta della Digos di poter esaminare i filmati di videosorveglianza sul presunto “rave”. Pare, quindi, che gli organizzatori abbiano costretto chi si lamentava del “rave” a «tollerarlo».

Mentre la Procura sta cercando di chiarire il suo punto di vista su questa molestissima festa illegale, il rapper Kento ha pubblicato il suo nuovo singolo “Tutto e subito”. Ad accompagnarlo un videoclip composto anche da immagini raccolte durante uno degli eventi autogestiti dell’ateneo romano (alternate a un’azione di writing e street art antifascista svoltasi altrove), che della vicenda offre tutta un’altra prospettiva, ossia quella di un normale concerto, in cui i ragazzi ascoltano del rap.

«Ho scelto di usare quelle immagini per raccontare l’atmosfera che si respirava davvero alla Sapienza. Non un rave o una specie di droga party a cielo aperto, come hanno raccontato alcuni giornali, ma un grande e bellissimo concerto. Un’occasione per divertirsi, sicuramente. Ma anche per parlare, in musica, di temi importanti e di futuro», ha spiegato Kento, che da anni nella sua musica racconta di lotta controcorrente, controcultura e antifascismo.

Starà forse proprio qui il problema? In una questione di punti di vista, alla quale, se non dal 25 aprile 1945, almeno dal primo gennaio 1948, le istituzioni e la giustizia dovrebbero, per eccellenza, rimanere estranee?

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