Lee Carroll Brooker

Lee Carroll Brooker

Mentre sempre più stati degli Usa legalizzano la cannabis ci sono alcuni cittadini che stanno addirittura scontando l’ergastolo per detenzione e spaccio marijuana. E’ il caso di Lee Carroll Brooker, un settantacinquenne disabile, condannato all’ergastolo per il possesso di circa un chilo di cannabis nello stato dell’Alabama. Ed è il caso anche di molti altri cittadini americani.

ALL’ERGASTOLO PER POSSESSO DI CANNABIS.
L’episodio che ha portato Lee Brooker all’ergastolo è avvento nel 2011, quando la polizia ha trovato una trentina di piante nel giardino della casa che Brooker divideva con il figlio. Nonostante l’uomo abbia sostenuto che usava la cannabis per motivi di salute, il tribunale ha scelto di applicare la legge dello Stato dell’Alabama, che stabilisce che un pregiudicato trovato in possesso di una quantità superiore a un chilogrammo di marijuana debba essere condannato all’ergastolo senza attenuanti, indipendentemente dall’intenzione di vendere o distribuire la droga. La marijuana raccolta in casa di Brooker pesava 1,27 chilogrammi, compresi parti della pianta inutilizzabili, come gli steli.

UN CASO DIVENTATO ORMAI SIMBOLICO. La vicenda di Lee Carroll Brooker sta diventando simbolica negli Usa. L’ormai anziano ergastolano ha infatti ottenuto che sia la Corte Suprema degli Usa a pronunciarsi sulla sua condanna, stabilendo se questa sia in contrasto con l’ottavo emendamento della Costituzione americana, che vieta di condannare i cittadini a pene crudeli e inusitate. Nei giorni scorsi è stato uno dei principali quotidiani americani, il New York Times, a portare all’attenzione nazionale il caso di Lee Brookeer, con un editoriale nel quale si denuncia l’ecessiva crudeltà di alcune legislazioni degli stati, che condannano al fine pena mai cittadini che non si sono macchiati di crimini violenti. Un dibattito che negli Usa molti gruppi per i diritti civili stanno cercando di rilanciare.

“TRE COLPI E SEI FUORI”. Negli Usa sono almeno venti i casi certificati di condanna all’ergastolo per detenzione di cannabis e per sensibilizzare l’opinione pubblica su di loro esiste una campagna su internet attraverso il sito “lifeforpot.com“. La maggior parte di loro sono stati condannati a causa di una legge attiva in 23 stati americani denominata, con un termine preso in prestito dal gergo del baseball, “three strikes you’re out” (tre colpi e sei fuori). Secondo questa legge, approvata in molti stati sull’onda della retorica securitaria della “tolleranza zero” degli anni ’90, alla terza volta che si viene tratti in arresto per uno stesso reato si viene considerati “detenuti incalliti” senza possibilità di recupero, e quindi condannati all’ergastolo. Se in alcuni stati questa severissima legge sulla recidiva è prevista solo per i crimini violenti, in altri stati come Missouri e California, è prevista anche per la detenzione di droga.





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