Si chiama “Nuovo Commercio Online” (NCO) e potete immaginarlo come una sorta di Amazon anticamorra. Il portale equo e solidale aggrega tutti i venditori schierati sul fronte antiracket e quelle cooperative sociali che vendono i prodotti provenienti dal lavoro nei beni confiscati.

Tra i promotori dell’e-commerce etico c’è Antonio Picascia che nel 2015 vide la sua azienda nel casertano andare in fumo: le fiamme furono appiccate dalla camorra dopo che l’imprenditore si era opposto al pizzo.

«Vogliamo aggregare tutti quegli imprenditori che si oppongono alla criminalità organizzata e quelli che lavorano nelle terre confiscate alle mafie – ha spiegato Picascia – Nel tempo puntiamo a vendere qualsiasi tipo di prodotto, compreso l’hi-tech. Il nostro obiettivo è raggiungere in un anno 100mila acquirenti e in dieci anni riuscire ad avere un fatturato di almeno cento milioni di euro».

L’obiettivo, infatti, è quello di valorizzare prodotti fatti da uomini e donne che vivono storie di riscatto, realizzati in luoghi di resistenza che non hanno voluto piegarsi alle logiche criminali, con l’intento di riorientare le logiche di mercato.

NCO nasce come evoluzione di “Un pacco per la camorra“, un’iniziativa di sensibilizzazione contro la criminalità giunta alla sua decima edizione che prevede di creare e vendere dei pacchi dono natalizi contenenti prodotti derivanti dall’economia sociale.

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