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Lo sviluppo di nanotecnologie per incapsulare farmaci in piccole nanoparticelle ha registrato una crescita enorme negli ultimi due decenni. Sono progettate per la consegna accurata di agenti di rilevamento immagine e/o farmaci, aumentando la precisione e riducendo gli effetti collaterali. Due anni fa c’è stata la prima sperimentazione in pazienti cardiovascolari con nanoparticelle. Da allora sono stati fatti notevoli passi avanti verso l’uso di una combinazione di nanoparticelle endogene e cannabinoidi per il trattamento di aterosclerosi, una forma di arteriosclerosi caratterizzata da infiammazione cronica delle arterie considerata una causa primaria di problemi cardiovascolari.

Per l’esplorazione delle nanotecnologie in medicina cardiovascolare il chimico olandese Willem Mulder ha fondato il Laboratorio di Nanomedicina presso la Scuola di Medicina di Icahn al Monte Sinai nel 2006. Le piattaforme di nanoparticelle sviluppate dalla sua squadra sono progettate per colpire specificatamente le placche aterosclerotiche. In collaborazione con l’Academic Medical Center di Amsterdam sono stati avviati già nel 2011 i primi studi sull’uomo con nanoparticelle di sintesi.

Gli studi pre-clinici sui topi hanno dimostrato che i cannabinoidi possono rallentare la progressione dell’aterosclerosi e di essere dei potenti anti-aterosclerotici. Inoltre, fornendo cannabinoidi tramite le nanoparticelle, secondo il dottore i farmaci non avranno mai modo di raggiungere il cervello, evitando così eventuali effetti psicoattivi. In una recente intervista al sito Ad.nl, il dottore ha raccontato che spera di iniziare i primi test sull’uomo nei prossimi 5 anni. Ma in totale, dice che per poter diventare un trattamento disponibile nelle cliniche dovranno passare almeno 15 anni. Il finanziamento è un altro ostacolo importante: al fine di aumentare il sostegno per il suo lavoro, il dottore ha collaborato con un team di registi olandesi che stanno documentando il suo lavoro. Coordinato da Gert van Kempen, il progetto High On Nano rilascerà una serie di cortometraggi che aiuteranno a mostrare la ricerca scientifica agli occhi del pubblico. Hanno in programma di raccogliere 30mila euro per iniziare la produzione del primo episodio entro la primavera 2014.





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