Myristica_fragrans_(Cannelle)

Nome Botanico: Myristica Fragrans NOCE MOSCATA
Famiglia: Myristicaceae
Genere: Myristica
Specie: Fragrans
Nomi comuni: Nutmeg

Storia: Dalle cronache di Plinio del I secolo d.C., sappiamo che era già allora nota in occidente, anche se per un suo uso diffuso bisognerà attendere il Medioevo, quando gli arabi la importarono in Europa. Oltre che in cucina, come avveniva anche per altre spezie, il suo uso era di tipo cosmetico e medico, soprattutto per le qualità antisettiche. Nel ‘600 la noce moscata era così preziosa da essere stimata più dell’oro. Era considerata un potentissimo medicinale capace di curare molti mali, compresa la peste, ed era considerata un lusso riservato alle persone più ricche. Per farsi un’idea del suo valore, pare che fosse in grado di sistemare economicamente per tutta la vita un marinaio che, in un viaggio nei paesi produttori, fosse riuscito a rubare e poi rivendere al mercato nero una o due noci. Proprio la ricerca di nuove rotte per trasportare queste preziosissime merci era uno dei principali stimoli alla navigazione e alla scoperta geografica, in quei tempi.

Aspetto: questa spezia viene ricavata da un albero, o arbusto di grandi dimensioni, sempreverde, originario dell’Indonesia, ora coltivato in parte dell’Asia meridionale. Si tratta di un albero alto fino a 7-10 metri, con fusto eretto, corteccia di colore grigiastro, e legno che contiene un lattice di colore rosso o rosato; la chioma è arrotondata, con ramificazioni dense, leggermente a spirale; nella forma ricorda un grande albero di arancio. Le foglie sono ovali, appuntite, di colore verde scuro, con la pagina superiore lucida e cerosa; produce piccoli fiori campanulati, carnosi, quelli femminili in piccoli racemi ascellari, quelli maschili singoli. Due-tre volte l’anno produce numerosi frutti, della dimensione di piccole pesche, di colore verde, divengono gialli a maturazione; sono succosi e nei luoghi d’origine la polpa viene utilizzata per preparare una marmellata; quando sono maturi si aprono a metà, rivelando una Noce grossa 3-4 centimetri circa, ricoperta da un arillo di colore rosso acceso. All’interno della Noce si trova un unico seme, morbido, diviene presto di consistenza legnosa; questo seme è la Noce moscata; l’arillo essiccato tende e divenire più chiaro e rigido, si tratta del macis, spezia poco utilizzata nel nostro paese, ha profumo simile alla Noce moscata.

Materiale psicoattivo: seme (la noce moscata propriamente detta)

Preparazione e dosaggi: Esistono diversi metodi per ingerire la noce moscata, i più classici sono il tè e l’assunzione diretta:
– assunzione diretta: viene ingerita una quantità di noci moscate intere, pari alla dose in grammi definita.Le noci vengono grattugiate e ingerite aiutandosi con una qualsiasi bevanda analcolica. vengono usate anche noci già grattugiate per evitare il gusto fortemente aromatico anche se questo va a discapito dell’effetto finale.
– tè: il tè si ottiene sbriciolando 12 noci moscate rigorosamente intere immergendole in 1/2 litro d’acqua per circa 12 ore. Viene filtrato il liquido e messo nuovamente in un pentolino con le noci e messo a bollire a fuoco medio basso. Ma mano che l’acqua evapora ne viene aggiunta altra fino ad ottenere un liquido marrone, sulla cui superficie si notano facilmente le tracce degli oli estratti . La quantità di liquido finale deve essere necessaria a riempire due tazze. Infine viene filtrato un’ultima volta e gettate via le noci. Il dosaggio può andare dai 5 ai 15 grammi di noce. Un dosaggio troppo alto può causare la morte.

Usi rituali: Già conosciuta dai mercanti Arabi medievali, questa spezia si affermò in Europa solo all’inizio del XVI secolo. L’uso, sia in cucina che in profumeria, divenne così diffuso negli ambienti aristocratici, che commerciarla rappresentò per oltre duecento anni occasione d’ostilità e intrighi tra gli Stati europei.
In alcuni libri si sosteneva che la spezia fosse un meraviglioso eccitante che cosparso sul collo o in tasca sprigionava il meglio del suo aroma. Nell’Ottocento, quando gli alimenti di sapore forte e odore intenso furono identificati come stimolanti erotici, la noce moscata divenne uno degli afrodisiaci più ricercati, elemento indispensabile assieme ad altre spezie nella preparazione della “pillola dell’amore”. Poiché la sua ingestione massiccia causava allucinazioni e convulsioni, la noce moscata venne soprannominata nel Novecento: “Stupefacente dei poveri”.

Manufatti: nessuno

Usi medicinali: in Ayurvedica si usa nella flatulenza, nella nausea, nel vomito, nelle coliche, nella diarrea e nella dispepsia. L’infuso di noce moscata è rinfrescante e viene dato ai pazienti di colera per placare la sete. L’olio viene utilizzato nei reumatismi, nelle distorsioni e nelle paralisi. L’olio essenziale mostra attività antibatteriche e viene usato nella diarrea atonica e nella dissenteria per diminuire il dolore.

Principi attivi: I principali costituenti attivi sono: la miristicina, l’elemicina e il safrolo. La miristicina, un non-aminoacido precursore del 3-metossi-4,5-metilenediossiamfetamina (M-MDA), rappresenta da sola i due terzi del contenuto degli eteri aromatici, ma da sola non può essere ritenuta responsabile degli effetti psicoattivi: infatti in media, 20 g di noce moscata contengono circa 200 mg di miristicina che, se assunta isolatamente, non produce effetti psicoattivi in dosi inferiori ai 400 mg. In 20 g di noce moscata ci sono 210 mg di miristicina, 70 mg di elemicina e 39 mg di safrole; la safrole e l’elemicina singolarmente sembrano non avere effetti psicoattivi. Probabilmente, combinando tutti questi elementi, la safrolo e l’elemosina interagiscono con la miristica aumentando i suoi effetti.

Effetti: Come le dosi, anche gli effetti sono oggettivi. Ecco una lista dei più frequenti: vertigini, secchezza delle fauci, costipazione, giramenti di testa, difficoltà ad orinare, accelerazione del battito cardiaco, dilatazione delle pupille. In casi isolati panico, nausea nelle prime ore, vomito. Un sovradosaggio sconsiderato può anche portare alla morte. Parallelamente ai sintomi fisici, si manifestano stati di euforia, eccitazione del sistema nervoso e, con un dosaggio elevato, allucinazioni. Gli effetti si manifestano con l’inizio della digestione e possono durare dalle 12 alle 36 ore. Se gli effetti indesiderati sono molto accentuati , con dosi di sicurezza e’ consigliabile mangiare qualcosa di zuccherato. Se viene ingerita una dose elevata (oltre i 15-20 g), rivolgersi ad un medico. Forme commerciali e regolamentazione: la noce moscata è facilmente reperibile nei supermercati e negozi di alimentari. E’ commercializzata in polvere o noce intera.

a cura di Pietro Bonomo





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