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L’ennesimo e sconcertante atto di vandalismo ha deturpato, a Bologna, i murales dell’artista italiano Blu, considerato uno degli esponenti più creativi e innovativi della Street Art e inserito dal Guardian tra i dieci artisti più rappresentativi del genere. Le scritte rimandano in modo inequivocabile a un esplicito tentativo di denigrare un’arte relativamente giovane, ma che molti studiosi considerano di pari dignità rispetto ad altre forme artistiche entrate a far parte, da secoli, della tradizione di un Paese.

“Fuck street art” e “No street art” nella loro stringata lapidarietà rappresentano il chiaro tentativo di sminuire l’importanza della Street art, di gettare fango su una manifestazione artistica caratterizzata dalla spontaneità e dall’immediatezza dell’ispirazione.

Fabiola Naldi ha pubblicato le foto per richiamare la giusta attenzione su un’azione inaccettabile, che vorrebbe ammantarsi di una fumosa e irriverente matrice ideologica, ma, che, in realtà, manifesta l’incapacità di esporsi direttamente per affermare le proprie idee in modo costruttivo e non distruttivo. Forse, però, questi reiterati atti di vandalismo che da qualche tempo prendono di mira le opera di un artista apprezzato non solo nella nostra penisola, ma in tutto il mondo, nascondono l’obiettivo di contrastare l’azione di recupero annunciata da Fabio Roversi Monaco, il quale ha recentemente annunciato di voler recuperare i graffiti con l’intenzione di sottrarli alla distruzione.

Questa azione di rimozione dei murales, allo scopo di sottoporli a interventi di restauro in un luogo protetto, risponde all’esigenza di legittimare questa forma d’arte, non per volerla allontanare dal suo “habitat” naturale, cioè la strada, ma nel tentativo di proiettarla in un contesto artistico internazionale, per scongiurare il rischio dell’oblio di queste espressioni creative.

Le scritte denigratorie esprimono a chiare lettere il rifiuto dell’arte di strada, che ha avuto spesso il merito di aver sottratto quartieri difficili al sicuro degrado. I muri raccontano sogni, aspirazioni, desiderio di riemergere, nella prospettiva di un’arte che fonde linee e colori e ritrae il volto di una città che si svela solo a chi riesce ad andare oltre le apparenze, per coglierne l’anima segreta.

Blu, come altri artisti di strada, dà forma e colore alla sua personale percezione di una città in cui vecchio e nuovo coesistono e non sempre pacificamente.





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