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Imprenditori, marketers, esperti,semplici commercianti e commercianti sempliciotti, creatori di genetiche, editori alternativi, sociologi e medici, lunga è la lista dei pittoreschi personaggi che animano il mondo dell’hempsmart-cannabis culture, in cima alla quale sentiamo la necessità di iscrivere i principali protagonisti. I ministri di questo fenomeno culturale emergente. I Growers.

Tra i tanti innovatori rivoluzionari di questo fine millennio, sicuramente verranno ricordati quei giovani che con indomito coraggio, solerzia passione e tanto rischio hanno osato sfidare, anzi “giocare” le leggi euro-proibizioniste e di fatto dato vita non solo ad una nuova cultura con milioni di utenti, ma altresì ad una vera e propria impresa capace di dare lavoro a migliaia di persone in Europa e non solo. Qualche dato per capire le proporzioni e l’ascesa di questo fenomeno è necessario; 1500 circa tra negozi e distributori, 2 milioni di utenti sparsi nei forum dei siti, raduni, festival musicali, migliaia di libri pubblicati, fiere sparse in tutta Europa al ritmo di 6-7 l’anno, dove il circo della hemp-culture si ritrova più che per concludere affari per celebrare ed esibire in vetrina la propria presenza ed esistenza. Ma come è potuto accadere tutto ciò in una società proibizionista oscurantista? Motivo della nostra riflessione è infatti dedicare questo articolo al principale artefice della storia che stiamo scrivendo (di questa particolare cultura si intende).

Vera e propria energia motoria di questo movimento è quella tribù che non ha sesso, né età, né ceto sociale, né altresì livello culturale, cioè quella dei milioni di coltivatori sparsi in tutto il globo. Molteplici e sempre bizzarre le figure che assume questo individuo dall’apparente normalità, sotto i panni del quale però può celarsi un esperto e scaltro coltivatore fuorilegge.

I più matti sbucano in aprile verso primavera, ti aspettano all’apertura ansiosi più che mai, pronti a mitragliarti con 800 domande e spiegazioni su come procede il loro operato di novizi coltivatori, esperienza che da essi viene vissuta emotivamente al pari di una paternità… spesso non ci dormono la notte prima, come fosse un esame di liceo. Questa tipologia di “Growers” è di certo la più bizzarra, inizialmente vengono per imparare e chiedere consigli, ma immancabilmente finiscono per dare sfogo e parlarti delle loro inquietudini quotidiane, trasformandosi di fatto in una vera e propria opera sociale da noi compiuta …

I “Pischelli” sono i più scaltri, se ne inventano di tutti i colori per eludere i genitori in disaccordo, allestiscono grow -room nei posti più impensati ed occulti. Armadi, scrivanie, sottoletti; mi è capitato di vedere trasformata una lavatrice in una “mother room” ben congegnata. Alcuni ragazzi di Lecce per le soventi visite dei genitori spostano una volta a settimana l’impianto di camera in camera .

C’è chi ha il vizio di famiglia; veri e propri simposi tra tutti i membri: padre, madre e figli, per scegliere le genetiche migliori o i concimi più adatti. Uno dei pochi esempi di vita dove i giovani decidono per i vecchi… finiscono sempre per invitarti a cena e mostrarti fieri il loro sito di coltivazione…Per alcuni sei davvero un mito, certi conservano il logo del tuo sito oppure una tua foto nel portafoglio come fosse un santino …
Non è raro trovarsi al centro di gelosie di fidanzate, che stanche reclamano quelle attenzioni, che di fatto il loro partner ha trasferito dalla sua bella alle sue piante di maria. Il giornalista antiprò, dovendo nascondere le proprie attitudini da giardiniere ai figli, si fa costruire la più mimetica e scaltra delle “Grow-room” .
Poi c’è l’illustre medico psichiatra di chiara fama, al quale abbiamo regalato un hobby per le sue noiose domeniche.

Il più bel complimento ricevuto fino ad oggi, è stato quello di un ragazzo il quale mi ha detto: “A Filo mi hai salvato dalla playstation!”. Chi segue i forum dei coltivatori sa che non mancano le competizioni fra chi è capace di realizzare la cima più grossa e profumata. Vere e proprie gare tra ragazzi che se perdute, in alcuni individui hanno talvolta provocato frustrazioni e depressione, tale è l’importanza di affermarsi come uno dei best Growers . Sempre tra i “webgrowers” c’è chi costruisce il proprio personaggio pavoneggiandosi su quanto più o meno siano biologiche le sue piante, convinti di detenere il segreto per la bio-pozione magica del secolo. La boria si sa non manca nel sangue dei Growers. Se ci soffermiamo a riflettere per un istante, questa cultura emergente ha persino il merito di esser riuscita ad amalgamare ed unire assurdi personaggi completamente differenti tra loro, ma di fatto strettamente legati da un ideale e passione comune. Una sorta di patto di sangue, di legame fraterno si concretizza sempre tra le persone quando si condivide qualcosa di vietato e fuorilegge; come quando si divide una cella carceraria…

Non mi fu mai data gioia più grande di quella di vedere una tale commossa dedizione e felicità, pari a quella trasmessami da “Giovannino” o dal “Prof”, nel vederli appassionarsi al miracolo della coltivazione. Alcuni per questo lavoro-passione hanno perso la libertà, altri addirittura la vita…

E’ necessario preservare ed alimentare questa “razza” affinché sopravviva a lungo. Si è parlato tanto di “associazioni” per serrare le file e difendersi in qualche modo dal mostro proibizionista. Ma i “Berluskanapa” al potere dell’Hemptrading sono forieri solo di belle parole, fanno la gara per accaparrarsi la pagina più importante sulle riviste oppure l’esclusiva più ricercata d’Europa .
I Cinesi ci distruggeranno, comprare italiano ci rafforzerebbe rendendoci più competitivi in Europa, ma vai a spiegarlo a chi della competizione è vittima patologica.

Il rispetto per un Growers si concretizza non solo dandogli una migliore offerta, ma soprattutto non proponendogli un litro di concime per €80.00 (lire 160.000!) oppure una busta di semi “REGALO” per €120.00 (lire 240.000!) .
Siamo tanti ed è stato fatto tanto, ma l’ascesa e la continuazione di questo fenomeno si regge sul filo di una lama di rasoio. Non aspettiamo fino all’estinzione di noi “CANNAPIONIERI” …





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