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Il 5 Maggio 2012 come ogni anno a Roma si è svolta la tradizionale parata antiproibizionista, la Million Marijuana March, unica nel suo genere perchè è una marcia mondiale, che raccoglie in tre semplici punti la partecipazione di un gran numero di organizzazioni, gruppi musicali, carri e moltissimi singoli e singole che da anni partecipano attivamente e con piacere a quest’evento.

I tre punti condivisi in tutto il pianeta sono i seguenti:
– fine delle persecuzioni per consumatori e consumatrici di cannabis.
– il riconoscimento immediato del diritto all’uso terapeutico per i/le pazienti.
– diritto a coltivare liberamente una pianta che cresce in natura ed è parte  del patrimonio botanico del pianeta che appartiene al genere umano.

Siamo lieti del fatto che la versione italiana giunta alla dodicesima edizione è cresciuta ogni anno di più fino a diventare una delle più partecipate e riuscite al mondo e che coinvolge decine di migliaia di persone ogni anno e vede molti carri musicali avvicendarsi e dare vita ad una straordinaria parata, quest’anno tra i tanti anche quello del Rototom Sunplash.

Quanto costa il proibizionismo.
Considerati gli enormi sacrifici economici che ci chiedono per la crisi, sono andato a ricercare uno studio sui costi del proibizionismo.

Quanti di noi si sono chiesti spesso, ma quanto ci costa tutto questo? La macchina repressiva con le sue perquisizioni, i controlli, i sequestri, i tribunali con i processi, le carceri e le tasse mancate! Quanto costa allo stato?

Qualcuno lo ha calcolato per noi, sviluppato da un economista della Sapienza, lo studio consiste appunto nel calcolare quale sarebbe stato il beneficio per l’erario italiano se la normativa applicata per la vendita dei tabacchi fosse stata estesa anche alle droghe. Citando sommariamente i risultati di uno studio molto approfondito e professionale, è stato calcolato che dal 2000 al 2005 il proibizionismo sia costato circa 60 miliardi di euro (in media dieci all’anno), di cui circa 8 miliardi all’anno in termini di mancate tasse sulle vendite (soprattutto di cannabis) e 2miliardi all’anno di spese per l’attivita’ repressiva. I risultati della ricerca, farebbero impallidire qualsiasi Ministro delle Finanze.

Avete capito bene, lo Stato ha speso in 5 anni 60 Miliardi di euro, una somma che potrebbe dimezzare l’indebitamento netto dello Stato italiano.

Diamo un occhiata ai dati nello specifico: per quanto concerne le uscite fiscali, effettivamente pagate nell’arco fiscale 2000/05, le stime attribuiscono alla lotta al narcotraffico quasi 6 miliardi d’euro per spese di polizia, 1 per tribunali e 6 per costi di detenzione. In totale, dal 2000 al 2005 l’applicazione della normativa proibizionista è costata, in termine di pagamenti effettuati, quasi 13 miliardi d’euro, in media oltre due l’anno.

Di queste spese, il 44% sono attribuibili all’applicazione della normativa proibizionista al traffico della cannabis, il 29% della cocaina e il 23% dell’eroina.

Le stime dello studio indicano in 46,5 miliardi d’euro il totale delle tasse non riscosse a causa del proibizionismo (in media quasi 8 miliardi l’anno). In particolare, 32,5 miliardi sarebbero state le tasse non riscosse dalla cannnabis, 11 dalla cocaina e quasi 3 dall’eroina.

Complessivamente, le stime (basate sui dati estratti dalle fonti ufficiali) indicano che il costo fiscale del proibizionismo Italia dal 2003 al 2005 è stato di quasi 60 miliardi d’euro (in media 10 l’anno).

Si noti che, dal punto di vista fiscale, il principale problema concerne la proibizione della cannabis, il cui costo ha rappresentato da solo circa due terzi del danno fiscale del proibizionismo.

 





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