Il New York Times l’ha definita come «una delle meraviglie visual e artistiche dell’ultimo decennio» e noi non possiamo che confermare. “Midnight Gospel” con le sue derive visionarie rappresenta un’esperienza surreale all’interno del panorama dell’animazione contemporanea per adulti e anche solo per questo meritevole di nota.

In mezzo a citazioni di Moebius e di Jodorowsky, Clancy, il giovane protagonista, viaggia nell’universo grazie a un computer-simulatore a forma di vagina e incontra vari personaggi con i quali conversa a briglia sciolta sul senso della vita, sulla morte, sulla necessità del perdono, sul proibizionismo legato alle droghe leggere, sulla meditazione e così via.

Alla fine della prima stagione, composta da otto episodi di una ventina di minuti su Netflix, la sensazione è quella di aver assistito a un flusso di coscienza collettiva, un trip psichedelico in cui spesso e volutamente sfugge il nesso fra immagine e contenuto, nel quale però si finisce non si sa come per cogliere esattamente quello che si deve cogliere. Un titolo che per la sua stranezza si stacca da tutto il resto, mica poco!





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