Una nuova tendenza si sta sviluppando a partire dagli stati Usa dove la cannabis è legale: il microdosaggio. L’idea di base è semplice: molti consumatori di cannabis non ricercano uno sballo intenso e impegnativo, ma uno stato di psicoattività continuativa quanto leggera e facilmente gestibile, capace di aumentare la creatività senza stenderti. A questi si rivolge il microdosaggio.

Il funzionamento è semplice: anziché fumarsi una canna nel senso classico del termine, si assumono delle dosi controllate in vari momenti nell’arco della giornata. Un metodo di assunzione che però necessità di conoscere più o meno precisamente la concentrazione di Thc contenuta nella cannabis posseduta, motivo per cui nei paesi dove la cannabis è ancora illegale è di più raro utilizzo.

Secondo i sostenitori di questa pratica assumendo cannabis in dosi basse e controllate si può goderne degli effetti benefici senza andare incontrare quelli negativi. Un modo di assunzione particolarmente indicato per chi gradisce l’effetto della cannabis, ma tende ad andare in contro a stati ansiogeni, o comunque ad avere difficoltà nel portare avanti le proprie incombenze quotidiane, come lo studio o il lavoro.

La cosa difficile del microdosaggio è individuare il giusto fabbisogno personale. Il sistema endocannabinoide è differente da persona a persona, ed ovviamente i consumatori più assidui hanno una maggiore tolleranza al Thc. Tuttavia il consiglio è quello di cominciare con dosi di 1 (massimo 1,5) milligrammi, possibilmente ingeriti. Oppure, per i fumatori, di fumare uno o due tiri a cadenza di una trentina di minuti.

Duston Sulak, un medico americano che si occupa di cannabis, si è addirittura occupato di sviluppare un sistema per aiutare le persone a trovare la micro dose ottimale. Il suo protocollo (spiegato in questa intervista alla rivista Rolling Stone) prevede anche un test, da autosomministrarsi dopo il consumo, per capire se si è sulla strada giusta.

Ad ogni modo per iniziare il microdosing di cannabis è consigliabile anche cambiare il modo di consumo. Fumare è il metodo che ne rende più difficoltosa l’applicazione. I fautori del microdosaggio consigliano la vaporizzazione o l’ingestione della cannabis tramite la preparazione di biscotti o altri cibi contenenti cannabis.





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