Giardinaggio

Micro-giardinaggio: il nuovo modo di fare giardinaggio urbano

La nuova pratica sempre più diffusa di coltivare ortaggi, erbe, fiori e molto altro in piccoli spazi per rimanere connessi alla natura

Una zappa nella terra

Negli ultimi anni a causa della pandemia, che ci ha costretti tra le mura di casa, molte persone hanno riscoperto il piacere di fare giardinaggio e il benessere derivante dal contatto diretto con la natura creando così una nuova tendenza chiamata micro-giardinaggio. Questa nuova declinazione di giardinaggio urbano ha attratto maggiormente i Millenial o Generazione Y, ovvero i nati tra i primi anni Ottanta e metà degli anni Novanta, che cercano sempre più l’autosufficienza tramite una maggiore autonomia alimentare cercando di produrre autonomamente il proprio cibo negli spazi a disposizione, soprattutto piccoli. Il micro-giardinaggio permette quindi anche a coloro che non hanno ampi terrazzi o grandi spazi verdi di praticare il giardinaggio in modalità mignon.

Il micro-giardinaggio è una pratica che consiste nel coltivare ortaggi, fiori, erbe o arbusti – tranne ortaggi a radice per cui questo sistema non è adatto – in spazi molto piccoli e in un contesto prevalentemente residenziale e urbano così da avere una produzione, anche piccola, a Km0 totalmente ecosostenibile. In generale per questo tipo di giardinaggio è necessario avere a disposizione terrazzi, balconi, aiuole o addirittura i tetti. Inoltre recentemente sono state create anche delle soluzioni (tipo le Window Farms), più adatte agli spazi interni piccoli come finestre, mensole o scaffali – con una buona esposizione solare durante l’arco della giornata – così da coltivare in casa il proprio orticello, anche in maniera idroponica su scala ridotta.

Le differenti specie di piante che si decidono di coltivare secondo il principio del micro-giardinaggio devono essere piantate in contenitori ricavati da oggetti di recupero come tubi, bidoni, pneumatici vecchi e qualsiasi oggetto usato sia adatto a contenere terra e piante. Se si hanno ampie superfici verticali è possibile anche creare il proprio giardino verticale con i pallet di legno usati o simili.

La sostenibilità di questa pratica non riguarda solo i contenitori ma anche l’utilizzo dell’acqua piovana, diminuendo significativamente l’impatto ambientale, e il riutilizzo della materia organica dei rifiuti da cucina per nutrire il giardino e non fare ulteriori inutili concimazioni. Questo ciclo di produzione chiuso è conosciuto come ciclo sostenibile.

La salute del suolo è un altro dei fattori fondamentali del micro-giardinaggio ed è garantita grazie ai materiali organici utilizzati per nutrire la terra. Come anche il microclima che se studiato con cura può aiutare a ottimizzare la produzione e a prolungare i raccolti.

Secondo una ricerca condotta negli USA dalla Food and Agricoltural Organization, un micro-giardino di poco più di 3 metri quadrati può produrre 200 pomodori l’anno, 36 cespi di lattuga ogni sessanta giorni, 10 cavolfiori ogni 90 giorni e circa 100 cipolle ogni quattro mesi.

Per la buona riuscita del micro-giardinaggio in genere si scelgono delle varietà di frutta e verdura, a seconda della stagione, che si riproducono facilmente come pomodori, fagioli, peperoni o fragole. Ma anche cavoli, erbe aromatiche, bietole, fragole, piselli, calendule, lattuga, carote, spinaci e molti altri.

Se invece si vuole allestire un micro-giardino semplicemente decorativo si possono scegliere fiori sempreverdi con piante e arbusti ornamentali. 

Una struttura verticale in legno con delle piante fiorite

A cura di Acirne

TG DV


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