Prime armi

Cannabis e micorrize: un mondo sommerso fatto di simbiosi

Le micorrize sono dei funghi che entrano in simbiosi con le radici della pianta dando inizio a uno scambio di elementi con grande beneficio, sia per il fungo sia per la pianta

Apparato radicale di una pianta di cannabis

Cari lettori della rubrica Prime Armi, in questo nuovo articolo andremo a snocciolare la simbiosi tra piante e micorrize, valuteremo i pro di questa simbiosi, applicando alcuni accorgimenti nel loro utilizzo e mantenimento. 

COSA SONO LE MICORRIZE?

Le micorrize sono una classe di funghi che prosperano in relazioni simbiotiche con gli apparati radicali delle piante. Questa partnership è comune in tutto il regno vegetale ed è spesso parte integrante della salute di molte colture in tutto il mondo. Potrebbe anche essere stata la chiave per la diffusione iniziale delle piante sulla terra: le prove suggeriscono che le relazioni micorriziche risalgono a milioni di anni fa, quando le piante effettuarono il loro graduale passaggio dall’acqua alle terre emerse. Le simbiosi micorriziche potrebbero aver reso questa transizione più semplice; ad esempio le micorrize che si legano con piante come la cannabis penetrano nella radice, condividendo i loro nutrienti. È nell’interesse dei funghi, quindi, assicurarsi che la pianta con cui sono associati riceva il maggior numero di sostanze nutritive possibile: migliore è la qualità della pianta, più sano e prolifico sarà il suo partner fungino. 

Questi batteri svolgono ruoli fondamentali, dalla fissazione dell'azoto fino alla protezione delle pianteI BENEFICI DELLA SIMBIOSI

Ci sono molti vantaggi nell’utilizzare questi particolari funghi associandoli alla cannabis. In primo luogo, una superficie radicale più ampia consente alla pianta di assorbire nutrienti, minerali e acqua da un’area più estesa. In natura, la rete miceliare può diffondersi per chilometri e connettersi addirittura tra più specie di piante. Una superficie radicale più ampia aiuterà le piante in particolare durante il periodo di recupero da eventuali stress, tra cui lo shock da trapianto, questo si traduce in tassi di mortalità che sono molto più bassi quando sono presenti micorrize rispetto a quando non c’è simbiosi.
In secondo luogo, c’è un maggiore assorbimento di nutrienti. Con una maggiore superficie, le piante possono assorbire più nutrienti e acqua. Ciò significa minori apporti di fertilizzanti e rese più elevate. Inoltre, questo non solo aiuta l’assorbimento di N-P-K di base, ma favorisce anche lo scambio di microelementi come ferro, zinco e manganese.

I funghi micorrizici secernono enzimi unici che liberano le molecole di fosforo e le trasportano alle piante in una forma immediatamente disponibile. Ciò è particolarmente vantaggioso poiché circa l’85% del fosforo nel terreno non è disponibile per le piante. Una volta che è il momento della fioritura e il programma di fertilizzazione cambia, i livelli di azoto diminuiscono e i livelli di fosforo crescono per aumentare le dimensioni delle gemme. Con l’aiuto delle micorrize, le piante godranno già di livelli di fosforo maggiori.

L’USO DI FUNGHI CREA ANCHE UNA RIZOSFERA VIVENTE

La vita porta la vita, è una nozione basilare e così semplice. Quando si aggiunge un elemento biologico, connesso in simbiosi a un essere vivente si tende ad ampliare la presenza di organismi nelle immediate vicinanze. L’aggiunta di questi particolari funghi aiuterà altri microbi a prosperare, ad esempio i batteri. Le piccole quanto delicate ramificazioni delle spore fungine creano letteralmente una superstrada per la circolazione dei batteri. Questi batteri svolgono anche ruoli fondamentali, dalla fissazione dell’azoto fino alla protezione delle piante. Questa rizosfera vivente crea un nuovo ecosistema in cui tutti gli organismi beneficiano della presenza l’uno dell’altro e si aiutano a vicenda rispetto a un substrato spesso inerte con soli input sintetici aggiunti (fertilizzanti). 

Tanti piccoli germogli di cannabis

APPLICAZIONE E CURA

Esistono diversi modi per introdurre i funghi micorrizici nella tua operazione di coltivazione. Quanto più precoce è la vita della pianta, tanto più semplice è l’applicazione e maggiori sono le possibilità di successo dell’inoculazione. Più giovane è la pianta, maggiore è l’impatto della simbiosi. Man mano che la pianta matura, risulta più difficile garantire l’inoculazione. Più vecchie sono le radici, più si addensano e si induriscono, rendendo difficile la vita alle spore fungine, che non riescono ad attecchire. Poiché i funghi devono raggiungere radici giovani e meno dense che si trovano sul fondo del vaso o a una distanza maggiore dal fusto, l’applicazione è più complessa e l’impatto molto minore rispetto alle piante giovani.

COME SI USANO

Ci sono diversi metodi per inoculare delle micorrize nel substrato che andremo a utilizzare, bisogna valutare caso per caso, non esiste una regola generale e molto è dato dall’esperienza del grower.
Mescola il tuo inoculante nei substrati di coltura: questo metodo di inoculazione è semplice e molto conveniente. Basta di fatto applicare il prodotto come indicato sull’etichetta, mescolarlo uniformemente nel substrato e il gioco è fatto. Questo metodo ti assicura che i funghi si diffondano nel terreno in maniera equilibrata esso si troverà nelle immediate vicinanze una volta che le radici cresceranno in cerca di cibo. Se si lavora in una struttura su larga scala, mischiare un inoculante direttamente nel substrato scelto, consente di risparmiare tempo ed è l’ideale per la miscelazione, soprattutto se si hanno più piante.

Applicazione durante il travaso: se trapianti le tue piccole, applica inoculanti micorrizici a ogni trapianto. Posiziona semplicemente il tuo inoculante nella parte inferiore del substrato di coltura prima del trapianto, distribuiscilo in maniera circolare e uniforme, ciò contribuirà a ridurre lo shock da trapianto.

Esistono molti modi per coltivare cannabis e per aggiungere questi funghi alla tua coltivazione. L’aggiunta di funghi micorrizici ai tuoi substrati di coltivazione dovrebbe essere un punto fermo indipendentemente dal fertilizzante che usi. Questo, a sua volta, si tradurrà in benefici che possono essere facilmente notati in coltivazioni con o senza aggiunta di micorrize. 

DIVERSI TIPI DI FUNGHI

I funghi micorrizici arbuscolari (AMF): sono i più comuni di tutti i funghi. Gli AMF sono associati a circa il 90% di tutte le piante sulla terra. Questi funghi penetrano letteralmente nelle radici delle cellule e creano una rete all’interno e all’esterno della radice. Il fungo crea un arbuscolo all’interno della cellula vegetale in cui i carboidrati della fotosintesi vengono scambiati con nutrienti, acqua e minerali portati dai funghi. Questi funghi non producono corpi fruttiferi e si riproducono asessualmente sotto terra.

Funghi ectomicorrizici (ECM): questo gruppo di funghi micorrizici si associa a circa il 5% delle specie vegetali del pianeta, principalmente con alberi di latifoglie come betulla, quercia, pino, abete e altri. Gli ECM circondano le radici delle piante ma non le penetrano come l’AMF e lo scambio tra funghi e ospite è diverso. Gli ECM si riproducono sessualmente attraverso corpi fruttiferi, meglio conosciuti come funghi. Ne sono un esempio le prelibatezze culinarie tartufi e porcini e i famigerati funghi Amanita. È importante notare che gli ECM non si associano alle piante di cannabis in quanto non sono piante legnose a tutti gli effetti.

Micorrize orchidee: il nome inganna, questi funghi non si associano solo alla famiglia delle Orchidaceae e svolgono un ruolo molto importante nella fase di germinazione quando la giovane pianta necessita di carbonio fornitole dal fungo stesso.

Micorrize ericoidi: questi funghi si trovano in terreni acidi e poveri di nutrienti come brughiere, paludi e foreste. Questo gruppo di funghi ha la capacità di degradare forme organiche di azoto che possono essere limitate dove si trovano grandi quantità di piante ericacee. Si trovano in quasi tutti i continenti ad eccezione dell’Antartide.

Micorrize monotropoidi: questi funghi si associano a piante che si basano esclusivamente sull’associazione micorrizica come fonte di carbonio. Questo tipo di fungo, così come questi tipi di piante, si trovano nelle foreste di conifere e fitte, con livelli di luce molto bassi. 

FUNGICIDI E MICORRIZE

Molti coltivatori utilizzano dei fungicidi generici per prevenire problemi come Botrytis e Oidio. Seppur questa possa risultare una scelta più che ovvia, bisogna ricordare che quando si utilizzano micorrize è bene somministrare solo fungicidi per via fogliare, che non colpiscano le radici. Di fatto questi prodotti potrebbero danneggiare la rete miceliale alla base della simbiosi tra questi incredibili funghi e le vostre piante.

CONCLUSIONI

Con i progressi della scienza e il fatto che la cannabis ora è legale in molti stati, sempre più coltivatori hanno l’opportunità di immergersi in una vera ricerca scientifica. Uno di questi campi di ricerca è il suolo e la delicata interazione tra le piante e i microbi del suolo in cui crescono; bisogna comprendere come madre natura abbia già trovato la soluzione ad ogni possibile problema delle piante, la rete di micelio infatti esiste da prima che flora e fauna esistessero, un modo come un altro per ricordarci quanto siamo relativamente giovani e quanto ancora dobbiamo imparare a riguardo. 

TG DV


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