Cannabis

Michka, l’attivista antipro francese più famosa al mondo

Conosciuta come la Grande Dame du cannabis da più di quarant’anni combatte per l’accesso libero a tutte le piante, e grazie ai suoi libri porta ancora avanti questa battaglia antiproibizionista diffondendo una corretta informazione

Protagonista della scena antiproibizionista francese, Michka, scrittrice da oltre 40 anni ed editrice da 22, ha sempre espresso il suo pensiero sulla cannabis anche quando era pericoloso farlo. Probabilmente questo è il motivo principale per cui la comunità cannabica gli ha conferito il titolo onorifico di Grande dame du cannabis, e lei con orgoglio e determinazione continua a far sentire la sua voce scrivendo e pubblicando articoli e libri. Amante di tutte le piante, tanto da confessarci che «La cannabis è davvero un’amica. A volte mi sento legata al suo spirito», scopre la cannabis non in Francia ma grazie al suo trasferimento in Canada, con il compagno di allora: «Nel 1970, quando mi sono trasferita nell’Ovest del Canada, – racconta – avevo appena trascorso un anno vivendo su una piccola barca a vela. Abbiamo navigato dal Sud dell’Inghilterra, dove io facevo l’insegnante, fino alle isole Baleari. E, strano a dirsi, ma all’epoca non mi ero mai imbattuta nella cannabis. Probabilmente perché non ero pronta. Attiriamo situazioni e persone che sono sulla nostra stessa lunghezza d’onda, e respingiamo ciò che non lo è».

Michka al centro su sfondo nero che fuma un joint

La passione per la cannabis di Michka non è nata immediatamente ma si è sviluppata nel tempo «La prima volta che mi hanno passato una canna, intorno al 1970 vicino Vancouver, non sapevo nulla sulla cannabis, eccetto che fosse una “droga” e che mi spaventava. Ma mi fidavo dell’amico che me la stava porgendo, così non l’ho rifiutata ma ho dato una boccata molto piccola. Ovviamente non sentii nulla. Ma fu sufficiente per allontanare la paura. Successivamente scoprii che mi piaceva davvero e sono diventata desiderosa di capire perché avesse prevalso la disinformazione. Fu così che arrivai a scrivere il mio primo libro sulla cannabis, nel 1978.»

Il mondo della cannabis in questi anni è cambiato molto, tu hai visto molti cambiamenti…
Probabilmente ho assistito al culmine del proibizionismo della cannabis. Milioni di persone imprigionate per l’amore verso una pianta, una pianta sostanzialmente benefica.
Oggi penso che sbagliavamo a chiedere la legalizzazione, che equivale a sostituire il proibizionismo con regole sulla coltivazione, la vendita e il consumo di erba. Avremmo dovuto spingere per la depenalizzazione, che è il semplice rifiuto di quelle leggi che all’inizio l’hanno resa illegale. Mi piace il “modello pomodoro”: molte persone coltivano pomodori per se stesse nei propri giardini o sui balconi. Tante altre li coltivano per scopi commerciali e altre li comprano e li consumano come vogliono. Eppure non ci sono leggi specifiche sulla coltivazione e vendita dei pomodori. Non vedo perché non possa succedere lo stesso per la cannabis. Ma ovviamente i governi sono ansiosi di riscuotere le tasse, unica ragione per cui oggi finalmente la stanno legalizzando. Quindi il “modello pomodoro” a loro non interessa!

Il Lussemburgo e probabilmente anche la Germania legalizzeranno in questi mesi la cannabis. L’avresti detto quarant’anni anni fa?
Negli anni ‘70 c’è stato un momento in cui sembrava che la ragione sarebbe prevalsa. Ovviamente, è successo l’opposto. Finalmente, due generazioni dopo, il cambiamento è dietro l’angolo. Penso che le normative sulla cannabis si allineeranno sempre più a quelle di tabacco e alcool, che sono i grandi generatori di imposte.

Diverse volte hai raccontato di non aver mai fatto breeding ma di essere stata vicina a Nevil, hai appreso alcuni suoi segreti sulla selezione genetica?
Nevil iniziò a selezionare la cannabis dopo che aveva già allevato volatili, pecore e altri animali. Aveva una profonda conoscenza delle leggi della genetica. L’ho visto disegnare mappe genetiche allo scopo di recuperare determinate caratteristiche incrociando intenzionalmente un individuo con uno dei suoi antenati. Fece ciò con la varietà Outback che mi inviò dall’Australia un paio d’anni prima della sua scomparsa.

Michka, l'attivista antipro francese più famosa al mondo
©JohnBruins

Ti interessi anche di sciamanesimo e di sperimentare altri stati di coscienza. E una tematica che hai scoperto grazie alla cannabis?
Probabilmente mi sono interessata alla cannabis e allo sciamanesimo per la stessa ragione: una passione per gli stati alterati di coscienza. Oggigiorno il mio interesse è soprattutto per gli stati di coscienza che potrebbero in generale essere definiti grossomodo come spiritualità.

Credi che le terapie psichedeliche saranno il futuro, come molti studi prefigurano?
Le terapie psichedeliche si riprenderanno il posto che gli spetta, al fianco di altre terapie.

Hai iniziato a scrivere oltre quarant’anni fa, e i tuoi libri sono stati tradotti in sei lingue diverse, qual è il punto che fai ad oggi?
Sono entusiasta di vivere in un periodo di rapidi cambiamenti, e di essere co-creatrice del mondo nuovo che desideriamo. Un mondo in cui la paura viene rimpiazzata dall’amore, un mondo in cui aspiriamo a essere al più alto livello possibile di vibrazione, e a rimanere lì.

La tua lotta contro le affermazioni del professor Gabriel Nahas negli anni ‘90, è stato un momento importante nella storia dell’antiproibizionismo. C’è qualche aspetto che volevi andasse diversamente?
Sì, me lo ricordo con orgoglio. Data la situazione in Francia a quell’epoca, non potevo sperare di ottenere di più di quanto ho fatto. Il professore Nahas è stato definitivamente screditato dopo aver diffuso disinformazione per oltre vent’anni.

Generalmente fumi marijuana o preferisci l’hashish?
Nella mia vita ho fumato dell’hashish memorabile, ma mi piace fumare la cannabis pura, senza tabacco: quindi fumo soprattutto erba prodotta da alcuni dei fantastici cut che ho ricevuto da Nevil anni fa. Ci sono anche alcuni grandi cultivar di Michka® che mi piacciono molto. Quello che cerco è la qualità quasi psichedelica delle Haze del passato. Mi sento davvero privilegiata di poterle assaggiare ancora oggi.

Lascia un messaggio ai lettori….
Divertitevi! E non dimenticate mai che la cannabis è, prima di tutto, una pianta viva. Siate rispettosi verso l’erba. E ricordate: il libero accesso al regno delle piante è un diritto acquisito fin dalla nascita.

Michka, l'attivista antipro francese più famosa al mondo

TG DV


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