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Credo che la parola vegan sia la parola più inflazionata e usata nel 2014 soprattutto nel settore alimentare. Fino a pochi mesi fa, per trovare un prodotto senza derivati animali ci si doveva inesorabilmente recare presso i negozi biologici o presso qualche erboristeria fornita. Oggi si possono trovare prodotti adatti ai vegani o addirittura reparti ad essi dedicati nei comuni supermercati o discount. Per non parlare dei ristoranti! Spuntano come funghi nei quartieri di ogni città. La macchina del business si è messa in moto limitandosi però al solo settore alimentare.

Sono tante le persone che scelgono di non mangiare animali o prodotti derivati da animali per moda, per emulare la star di turno o per salvaguardare la propria salute. Fino a quando le persone decideranno di non mangiare animali o prodotti con derivati animali solamente per i suddetti motivi e non per ragioni etiche, ci saranno ancora stilisti che proporranno capi come le pellicce o produttori di divani imbottiti con le piume d’oca, tanto per citare alcuni esempi. “Spacciarci” per vegani perché non mangiamo animali o i loro prodotti, quando ancora indossiamo capi di lana o quando ci infiliamo ai piedi scarpe realizzate con pelle di vitello tanto per fare degli esempi, è sbagliato eticamente e crea anche molta confusione, snaturando la parola vegan inventata da Donald Watson, fondatore della Vegan Society.

Essere vegan significa rispettare tutti gli animali, impegnandoci a non acquistare, usare e consumare prodotti derivanti dal loro sfruttamento e dalla loro uccisione, ma anche non divertirsi a spese della vita e della libertà di altri animali (evitando per esempio di andare al circo o allo zoo). Limitandomi ad affrontare in questo articolo solo il settore dell’abbigliamento, vediamo come vestirci vegan. Voglio prima di tutto chiarire che essere vegan non significa indossare abiti in modo anacronistico o essere sciatti! Anche a noi vegani piace essere glamour, vestire alla moda, facendo però attenzione a scegliere capi senza crudeltà, meno inquinanti e più sostenibili. Pelli, pellicce e piume non ci appartengono e non ci servono per scaldarci, anche quando le temperature sono davvero ostili, perché abbiamo a nostra disposizione una varietà di materiali alternativi reperibili sul mercato e alla portata di tutti, grazie alla diversificazione delle offerte nei grandi magazzini, nei piccoli negozi e, soprattutto, online.

Sono nati tantissimi punti vendita all’estero e in Italia specializzati in abbigliamento, calzature e accessori vegan di ottima fattura, realizzati con materiali traspiranti, resistenti, rispettosi dell’ambiente e dei lavoratori. Per acquistare i prodotti basta un click, le spese di spedizione sono spesso gratuite, se si supera una certa cifra, e, se il negozio è situato sul territorio italiano, il reso è gratuito. Esistono anche tantissimi negozi negli Stati Uniti che vendono prodotti a prezzi convenienti, ma dobbiamo fare molta attenzione alle spese di spedizione, poiché in alcuni casi possono addirittura superare il costo del capo acquistato.

Con la crescita dell’attenzione verso la moda etica sono nati diversi siti, dove vengono segnalati i negozi, le marche, i prodotti senza crudeltà, le modalità di acquisto, il rapporto qualità-prezzo, come calzano i numeri di certe marche e addirittura le recensioni delle scarpe acquistate per agevolare quelle persone diffidenti verso l’acquisto online. Uno dei siti storici è StilEtico, realizzato da donne che ci guidano all’acquisto animal friendly. Il sito di moda etica, insieme a Agire Ora Edizioni, ha creato anche un opuscolo scaricabile on-line dal sito della casa editrice (o in versione cartacea facendone richiesta). Si intitola: “Vestire vegan. Cosa evitare e cosa scegliere per un abbigliamento e arredamento senza crudeltà sugli animali”. Questo libricino, di cui consiglio vivamente la lettura se abbiamo intenzione di cambiare stile di vita ed essere più rispettosi verso gli animali e l’ambiente, è diviso in sezioni. Nella prima sezione sono indicati gli ingredienti crudeli (pelle, cuoio, pellicce, lana e seta) e cosa subiscono gli animali per la loro produzione. Nella seconda sezione troviamo i materiali alternativi alla pelle, alle piume, alla seta, alla lana, le fibre tessili naturali (cotone, lino, canapa, iuta, kapok, bambù), le fibre artificiali (viscosa o rayon, modal, acetato, lyocell o tencel, cupro, microfibra e ramiè) e le fibre sintetiche (poliestere, poliammide, elastam o elastan, acrilico, modacrilica). La terza e ultima sezione è infine dedicata ai consigli per gli acquisti per creare il nostro guardaroba senza crudeltà.

«Vestire vegan si può, ce n’è per tutti i gusti e tutte le tasche. Niente scuse!» affermano Agire Ora Edizioni e StilEtico.

 





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