Il Senato del Messico

Dopo la richiesta presentata dal Senato è arrivata la decisione della Corte Suprema: le istituzioni politiche messicane hanno ottenuto una proroga fino al 30 aprile 2o2o per approvare la legge che legalizzerà la cannabis in Messico.

Ma a fare rumore è la ragione per la quale il Senato ha chiesto una proroga: “La quantità di lobby che circonda questo progetto è impressionante”. Lo ha dichiarato senza giri di parole, spiegando le ragioni del rinvio, Ricardo Monreal , membro del partito di governo messicano e presidente del Consiglio di coordinamento politico del Senato.

Sostanzialmente, il motivo del rinvio risiede nelle pressioni che gruppi di potere e multinazionali stanno facendo sui senatori cercando di fare approvare una legge di legalizzazione che gli dia maggiori possibilità di entrare nel business della marijuana messicana.

“Non abbiamo trovato un consenso sulla legge – ha aggiunto Monreal – la preoccupazione che abbiamo è quella di evitare di approvare una legge che non vada ad affrontare tutti i punti urgenti, anche sociali e sanitari, che è necessario affrontare. Un’altra preoccupazione è invece che le multinazionali promuovano una legge su misura dei loro interessi“.

In effetti, è scontato che la legge sulla legalizzazione che il Senato del Messico avrebbe dovuto approvare non piacesse alle multinazionali estere. Da tempo le grandi aziende della cannabis legale, sviluppatesi principalmente in Canada, puntavano alla legalizzazione del Messico per aprirsi un nuovo mercato e, forse soprattutto, per delocalizzare la produzione di erba in una nazione dove la manodopera costa sensibilmente meno.

Ma la legge in discussione al Senato non soddisfaceva questi appetiti, stabilendo che le imprese autorizzate a coltivare e lavorare la cannabis avrebbero dovuto avere una quota di capitale straniero non superiore al 20%. Ovvero nessuna licenza affidata direttamente alle grandi aziende canadesi. Mentre un articolo del testo di legge prescriveva chiaramente che la legalizzazione avrebbe dovuto favorire processi di giustizia sociale, prevedendo che le licenze fossero concesse innanzitutto a “persone a basso reddito, i piccoli agricoltori e popolazioni indigene”.

Come emerso sui media messicani, nelle ultime settimane le lobby hanno cercato in tutti i modi di far cambiare queste due parti della legge, riuscendo evidentemente a “sensibilizzare” una quota rilevante di senatori, visto che sono venuti a mancare i numeri per approvare la legge. Da qui la richiesta di rinviare la votazione che è stata accolta dalla Corte Suprema.

 

 

 





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