Antiproibizionismo

Meglio illegale!

Il referendum sulla cannabis dichiarato inammissibile rende questa pianta ancora illegale, scongiurando però il rischio che grandi aziende possano prendere le redini del mercato monopolizzandolo

Rigogliose piante di cannabis crescono in outdoor in alta montagna

La delusione tra le associazioni di settore, i comitati promotori e soprattutto i consumatori è più che tangibile negli ambienti della cultura cannabica in queste settimane. Aldilà delle polemiche, non essendo un giurista in queste righe non mi soffermerò sul dibattito o eventuali errori; ma respirando e vivendo con, e, di cannabis da una vita, lo scopo di quest’articolo è quello di ragionare e condividere con voi il fatto che: meglio illegale, ma per il momento ancora “nostra”!

Davvero la cannabis è in mano alle mafie?
«Macchina fermata con 30 kg Genova! Era nascosta nei vasi tradizionali marocchini!»; «Camper sequestrato con 50 kg d’erba, con doppiofondo in vetroresina!»; «Ragazzo fermato all’aeroporto aveva ingerito 2 kg di hashish». Sono queste le immagini che ci rilascia la cronaca nera dei sequestri di erba. Possiamo ipotizzare che si riferisca al 25% del mercato?
A chi di voi non è capitato di imbattersi o aver sentito parlare di chat su Telegram dove esistono dei veri e propri cataloghi con delivery in 48-72h? A me è capitato, sono circa una dozzina le chat e in una di queste c’erano 3200 iscritti! Possiamo ipotizzare che si riferisca ad un altro 25-30% del mercato?
Sapete quanti semi di cannabis vengono venduti in Italia in un anno? C’è chi dice più di 5 milioni, e ovviamente si parla di pacchetti non di sfuso!
Qui abbiamo delle certezze, almeno il 40-50% del consumo viene sottratto al mercato delle mafie!

Non serve essere un ex bandito, ne un attivista per capire che la cannabis consumata illegalmente in Italia non solo non proviene dalle mafie, ma per un buon 50% viene da un consumo consapevole e autoprodotto. 

Modifica del DPR 309/90: dai radicali al movimento ConFini Zero fino a Meglio Legale 25 anni di fallimenti ma…

Free Weed, Ascia, C.I.P, P.I.C., La Piantiamo; (ci scuseranno le altre non citate) in più di 20 anni la collezione di delusioni è stata grande. Ognuno degli attivisti potrebbe raccontare una o più esperienze all’interno dei palazzi, in cui si discute di legalizzazione, abrogazione ecc. Niente! La più terribile delle esperienze è stata quella con il famigerato “intergruppo dei volta gabbana”, capitanato dai 5 stelle, una convergenza tra destra e sinistra mai vista in 25 anni, se si pensa a Benedetto Della Vedova. Ognuno di noi è stato sfacciatamente usato a turno per prendere i voti e poi il NULLA!
Tuttavia ci sono dei piccoli particolari:
– mai come oggi in vent’anni abbiamo portato la gente ad un tale livello di consumo consapevole;
– mai come oggi si parla dei benefici della cannabis nei giornali, nei talk show, nei palazzi;
– fiere, eventi, riviste, negozi e cannabis light, ma vi ricordate com’era 15-20 anni?
– Mai come oggi la gente “normale” ha raggiunto un così alto livello di tolleranza, a questo punto vi domando: chi si cura, chi assume, chi vive, chi sono gli attori principali della cultura cannabica? 

Meglio illegale in mano “nostra” o meglio legale in mano a Pfizer?
Indipendentemente da come la si pensa su questi 2 terribili anni, complottisti o meno, credo che le 2 “fazioni” possano convergere al 100% su un fatto: le leggi ed i governi sono manovrati dalle multinazionali del farmaco ed ovviamente anche dell’energia, del cibo, tecnologia ecc.

Concludendo mi sembra doveroso sottolineare che circa il 35% del fatturato delle big pharma provenga da barbiturici, ansiolitici, analgesici, ecc. Attenzione, in questa percentuale non sono calcolati gli introiti derivanti da terapie e farmaci antitumorali, e a questo punto la domanda sorge spontanea. Crediamo davvero, con tutto quello che abbiamo vissuto in questi 2 anni, che le aziende farmaceutiche ci consentano di fare un farmaco a casa, che sottrae forse il 35% del loro fatturato?

Sono sicuro che l’erba sarà, relativamente presto legale e comprabile in farmacia. La società è matura, il pregiudizio sta crollando e le big pharma si sfregano le mani. Quindi mi perdonerete se insisto. Meglio in mano nostra o in mano a Pfizer?

A cura di Filo
Imprenditore ed attivista dal 2003

TG DV


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