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Medicina naturale: due piante da scoprire

Medicina naturale: due piante da scoprire
Catharanthus Roseus

CATHARANTHUS ROSEUS (Vinca Rosea)
– allucinogeno, delirogeno
– tossico, anche mortale

Conosciuta anche come pervinca del Madagascar, fa parte di un genere di piante appartenenti alla famiglia delle Apocinacea composto da otto specie del Madagascar e una, il Catharanthus pusillus, originaria del subcontinente indiano. 

Il Catharanthus roseus è noto per le sue proprietà medicinali, ricco di alcaloidi (vincristina, vincamina e vinblastina), sperimentato per la cura della leucemia.

È una pianta erbacea o arbustiva, dell’altezza massima di un metro. Le foglie sono da ovali a oblunghe, lunghe fino a 9 centimetri, verde lucido, glabre. I fiori variano dal bianco al rosa scuro, più scure al centro, quasi rosse.  

La pianta è da tempo coltivata, sia come pianta ornamentale che come erba medica: nella medicina ayurvedica gli estratti della radice a dispetto della loro tossicità sono considerati una sorta di panacea; nella medicina tradizionale cinese gli estratti trovano impiego in molte patologie, dal diabete alle febbri malariche, fino al linfoma Hodgkin.

È una pianta molto tossica se consumata oralmente. 

Di un’altra pervinca, la Vinca minor, è stato riportato l’impiego ludico delle foglie essiccate e fumate tra gli hippie americani degli anni Sessanta: l’effetto sarebbe simile a quello della marijuana, ma più debole. La pervinca non compare nei testi classici di tossicologia perché la scoperta delle sue proprietà è molto recente.

Medicina naturale: due piante da scoprire
Celastrus Paniculatus

CELASTRUS PANICULATUS
– stimolante, euforizzante

Arbusto caduco che si estende molto in larghezza. Il gambo base raggiunge al massimo l’altezza di 25 centimetri, ma produce molti rami laterali che si attorcigliano agli alberi circostanti. La corteccia interna è sugherosa, a colorazione giallastra; le foglie sono verde scuro, i fiori molto delicati variano dal verde biancastro al giallo verdastro. Originario del continente indiano, sembra essersi naturalizzato anche in Australia, Cina, Tailandia, Vietnam e in molte isole del Pacifico. 

In India il Celastrus è particolarmente apprezzato per i semi, piccoli, ovali e dal colore che varia dal giallo pallido al rosso scuro a maturazione completa. Ricchi di oli, possono provocare macchie arancioni al semplice contatto. 

La medicina ayurvedica impiega i semi della pianta come potente tonico cerebrale e come antianoressico, oltre che per aumentare la capacità di ricordare i sogni e sviluppare il sogno lucido. Nella tradizione greco-araba trovava invece utilizzo contro la debolezza fisica, la confusione mentale, le cefalee, come antidolorifico e nei disturbi asmatici. Recentemente è stata sottolineata una possibile azione stimolante a livello sessuale, paragonabile ai moderni inibitori della fosfodiesterasi (Viagra, Cialis, etc.) (Russo et al. 2001).

Esistono molti modi tradizionali per utilizzare il Celastrus panicatus, ma i più comuni comportano l’estrazione degli oli essenziali dai semi. 

Studi recenti sembrano confermare l’efficacia della pianta: gli oli essenziali abbasserebbero la pressione arteriosa, contribuirebbero ad accrescere l’attenzione e sarebbero efficaci anche nei problemi di natura dermatologica, probabilmente grazie all’azione antiossidante dei semi (Nalini et al. 1995).  

a cura di Gilberto Camilla
Etnopsicologo, Presidente della SISSC
(Società Italiana per lo Studio degli Stati di Coscienza)

 





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