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Maxi B – L’Ottavo Giorno Della Settimana (recensione)

Maxi B – L’Ottavo Giorno Della Settimana (recensione)Lo si aspettava ed è arrivato. L’album che dovrebbe permettere a Maxi B un salto di qualità ulteriore rispetto al passato, forte oggi dell’appoggio (che comunque deve ancora mostrarsi davvero, secondo me) di quel Fabri Fibra che sembra essere un Re Mida nostrano. 15 tracce belle dense, costruite con estrema cura e attenzione, per dire a tutti che Maxi B c’è. Metrostars c’è. Tutte le produzioni sono “fatte in casa” appunto, ovvero dai Metrostarsiani Michel e C.I. Una scelta lodevole e anche prudente, vista la delicatezza del passo. Lodevole perché è bello vedere come la squadra sia unita e compatta e che Maxi, oltre a fare da motore per l’intero team, ne vuole esaltare le qualità assolutamente indiscutibili. Prudente perché, come si può immaginare, Maxi è perfettamente adagiato su tutti i beats dei suoi compagni e normalmente su questi non sbaglia un colpo. Quindi perché rischiare qualche salto dall’esito imprevedibile?
Detto questo, il disco è estremamente musicale, persino più del precedente Invidia (infatti sono presenti numerosi arrangiamenti eseguiti da bravi musicisti). Le parti suonate quindi abbondano e il tutto, a livello di qualità audio, risulta davvero molto morbido e gradevole, anche grazie ad un ottimo mixaggio e un mastering decisamente rotondo. Certo non si può non notare un avvicinamento (assolutamente naturale e non forzato) ad un sound ancora più commerciale rispetto ai precedenti lavori. E’ evidente che questo disco mira ad un’ampia fetta di pubblico, offrendo beats ricchissimi di melodia, costruiti in maniera impeccabile (l’alternarsi di strofe, ritornelli, bridge ecc è davvero magistrale). Sul rap non c’è bisogno di dire niente. Maxi B è forte e lo sapete tutti. Sa stare sul beat con una formula che è tutta sua e che lo contraddistingue. Il suo modo di incedere su pause e chiusure ci è ormai familiare, così come quel vizietto di fare rima con la stessa parola ma contestualizzandola in modo differente. Non possiamo parlare di grandi evoluzioni rispetto Invidia o rispetto Cattivo (anche se in un paio di episodi il caro Maxi si cimenta in extrabeat e controtempi tecnicamente ben riusciti), ma alla fine il suo stile è maturo al punto giusto, non ha bisogno di nuove contaminazioni. Per cui se lo amate troverete tutte le caratteristiche che apprezzate di lui. C’è da dire che anche nei testi vale il discorso di cui sopra relativo all’ampia fetta di pubblico che si intende raggiungere. E’ un disco molto attuale, ricco di riferimenti alla società, alla situazione economica e al mondo dello spettacolo. Messaggi chiari e semplici che tutti possano capire ma soprattuttto apprezzare. E ovviamente c’è intimità. Ci sono confessioni, come nella bellissima Il Testamento (miglior pezzo del disco per me). Breve parentesi sui featuring: sono pochi e questo è davvero positivo. Troviamo i soliti Naghi e Michel che fanno trio con Maxi amalgamandosi bene, un più che buono Fabri Fibra (insisto ma forse qualcosina in più avrebbe anche potuto farlo più per spingere uno dei suoi artisti), Danti dei Two Fingerz (forse nel pezzo meno riuscito del disco) con una parte davvero macchinosa e poco interessante, Daniele Vit e Maqs Rossi con buonissimi cantati. I feat. insomma offrono un po’ di varietà e di appeal, mantenendo nel contempo la concentrazione su Maxi B, aspetto questo molto positivo visto che ormai tutti fanno a gara per avere 12 featuring su 14 brani.
Potrei affermare che L’Ottavo Giorno Della Settimana è esattamente il disco che mi aspettavo da Maxi B. E’ un disco costruito benissimo, con la consapevolezza di essere in procinto di compiere un salto importante e quindi con poca voglia di rischiare. Tuttavia credo che il vero salto Maxi lo abbia compiuto con Invidia, che davvero per il tempo era un disco molto potente, tanto che nessuno se lo aspettava così. Di certo è la dimostrazione che chi ha talento a volte arriva davvero a conquistare qualcosa. Penso che questo sia un disco fondamentale per la sua carriera e per la sua affermazione. Un disco che potrebbe dare il “via libera” a cose ancora più interessanti per il futuro. Ma forse è per questo che potrebbe trattarsi ancora di un lavoro di transizione. L’Ottavo Giorno della Settimana resta un lavoro da manuale, ricco di spunti, preciso, pulito. Molto meglio di tanti altri lavori di colleghi oggi molto pompati. Molto.

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di Giovanni “Zethone”

TG DV


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