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La padrona nel BDSM
La Padrona nel BDSM è la Donna Dominante chiamata comunemente Mistress, ma ci sono diversi altri termini per definirla tra cui SIGNORA, LADY, MISS, DOM, EDUCATRICE, ecc. La Padrona esercita un ruolo Dominate nei confronti dello/a slave, ed ha facoltà di sottomettere anche più slave contemporaneamente, inoltre può esercitare sullo slave qualsiasi tipo di pratica (sessuale e non), in base alle proprie esigenze. Nel BDSM, il rapporto tra la Padrona e schiavo/a è frutto di reciproca fiducia, nonché di profonda e sincera conoscenza di ogni gusto e preferenza, anche sessuale se ciò è voluto da lei. Oggi il ruolo della Padrona si è molto evoluto, assumendo diverse sfaccettature, e stabilendo nomi e ruoli ben precisi sulle varie tipologie di Donne dominanti. Ciò significa che le Miss non sono tutte uguali e non tutte esercitano il loro potere allo stesso modo e con gli stessi scopi.

L’Educatrice
L’Educatrice è una vera Miss, sa bene quello che vuole e quello che fa lo fa per passione. Di regola manifesta sensibilità verso gli slave e non perde mai il controllo della situazione, in qualsiasi momento è in grado di controllare sé stessa e chi con lei, ama gestire la condizione emotiva altrui e percepisce sempre i desideri dello slave, anche se non lo lascia intravedere. Confronto a una qualsiasi altra Domina gli piace avere a che fare con veri slave, sottomette per passione o per divertimento, o anche solo per puro capriccio, in ogni caso non è una professionista e non cerca rapporti sentimentali, vuole solo affermare la propria supremazia. Quasi sempre cerca con loro di seguire un percorso lungo e complesso di addestramento per condurre lo slave alla totale sottomissione. I metodi che usa sono diversi e variano molto in base alla caratteristiche dello slave di turno, basando comunque il rapporto all’inizio sul fattore premio/punizione, d’applicare più o meno duramente in base alla capacità di apprendimento del soggetto. Nei casi più ostinati o comunque dove lo ritine opportuno può intraprendere un vero percorso di trainig.

La FemDom
Femdom dall’inglese Female Domination, “Contrazione di Femmina Dominante”. Indica il rapporto tra una Donna Dominate con un uomo o un’altra donna finalizzato specificamente ad una relazione di tipo erotico/ sessuale. Anche le pratiche BDSM da lei utilizzate nei vari giochi, sono quasi sempre pratiche fisiche e mai psicologiche, sempre al fine di trarre piacere sessuale, ed ovviamente è lei a condurre il gioco.

La Pro-Dom
Di certo la Pro-Dom è una delle figure Dominanti più diffuse. Le Pro-Dom, sono in pratica donne che esercitano come professione il ruolo di Mistress, ricavando denaro dalle proprie prestazioni offerte. Moltissime hanno un sito web personale, curato e ricco di foto personali di sessioni e attrezzature varie, alcune possiedono veri e propri studi attrezzati, con dungeon ricco di materiale dove ricevono gli slave, principalmente di sesso maschile e qui mettono in pratica la loro attività di Mistress. Di certo sono persone che hanno una notevole esperienza in ambito BDSM, sono in grado di creare scene di ogni tipo, con un look molto sexy e trasgressivo.

Aspetti da non sottovalutare
Come abbiamo visto le tipologie di Miss sono diverse, e ci sono diversi termini per identificarle più nello specifico, ognuna di queste figure ha un suo perché, ovviamente tu slave sai quello di cui hai bisogno e in base a questo farai la tua ricerca. Una cosa importante da sottolineare è che nel momento in cui, una persona chiede soldi ad un’altra persona per prestazioni sessuali o simili, che sia una Miss o qualsiasi nome questa abbia, qui in Italia si configura il reato di prostituzione.

Gli slaves nel BDSM e origini del termine
Il termine slave significa schiavo/a, ed è una parola di uso comune da parte della comunità BDSM, e lo si usa per le persone che sono in condizione di sottomissione rispetto al dominante (Dom). In Italia molto spesso si fa uso improprio del termine slave attribuendolo a chiunque pratichi BDSM nella condizione di schiava/o, ignorando altri termini intermedi come sottomesso, sub, suv, ect. Volendo precisare con fedeltà il termine, essere slave corrisponde alla forma più estrema di sottomissione e consiste nel donare totalmente se stessi al soggetto Dominante, che in tal caso può essere una Padrona o un Padrone, rinunciando a qualunque forma di parità. Lo slave è consapevole di appartenere al proprio Padrone, a condizione che il tutto avviene sempre nell’ambito di rapporti impostati su SSC o RACK e che tale “appartenenza”, anche in presenza di contratto BDSM stipulato tra le parti non ha nessun valore legale.

In cerca di slave
La cosa che possiamo dire con certezza è che pochissime persone sono veramente slave. Trovare chi è slave diventa molto difficile, questo già per la complessità della cosa in se stessa, e oggi ancora di più visto che ultimamente moltissime persone si stanno affacciando a questo mondo. Da una parte c’è il lato positivo che sta ad indicare l’interesse sempre più diffuso verso il BDSM, dall’altra quello negativo visto che molte di queste persone sono solo curiosi in cerca di un diversivo, per la serie “lo famo strano”. Le persone invece che vivono il BDSM in modo serio, fanno di questo una vera e propria scelta di vita che va ben oltre il gioco occasionale e superficiale. La condizione di slave in particolare fa parte di coloro che cercano una sottomissione continuativa vissuta solo in un rapporto (24/7) o comunque prolungato nel tempo e finalizzato allo studio e alla comprensione di aspetti.

La storia del termine slave
Il termine slave deriva dal latino medievale slavus e si riferiva alle popolazioni slave. Il latino classico usava altre parole per indicare lo schiavo, come per esempio servus o captivus (prigioniero di guerra). L’uso di considerare slave come sinonimo di schiavo è dovuto alla deportazione di numerose popolazioni slave ad opera di Carlo Magno che poi rivendeva come schiavi. Il fenomeno era tale che in Europa occidentale gli slavi erano così diffusi sotto forma di schiavi, che slave ha soppiantato il termine captivus ed è diventato sinonimo di schiavo.

Rubbershin

 





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