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Massimizzazione della produzione delle autofiorenti

2014-11-07 05.15.42 pmPoco alla volta ci stiamo abituando alla rivoluzione delle piante autofiorenti, che apportano innumerevoli vantaggi per il coltivatore, ma anche molti grattacapi per coloro che le scelgono per le loro prime coltivazioni senza avere sufficiente esperienza. Lo scopo di questo articolo è di cercare di dare alcuni semplici consigli per assicurare che le vostre piante autofiorenti diano il massimo rendimento possibile.

Prima di tutto vogliamo sottolineare il fatto che l’elemento maggiormente limitante nella produzione di piante autofiorenti è il suo breve periodo di crescita, di approssimativamente una ventina di giorni in quasi tutte le varietà. Qualsiasi contrattempo o mancanza di condizioni ideali che la pianta possa soffrire in questo periodo impedirà che ella si sviluppi correttamente, rimanendo troppo piccola e riducendone notevolmente la produzione. Quando la pianta per qualsiasi motivo ferma il suo 2014-11-07 05.16.00 pmnormale sviluppo ci mette qualche giorno a recuperare il suo ritmo, anche dopo aver risolto il problema; avendo un periodo di crescita talmente breve, un piccolo errore può facilmente fermare la pianta una settimana, perdendo così un 30% del tempo utile per la crescita e quindi di raccolto. Trapianti tardivi o eccesso di fertilizzazione sono praticamente fatali per questo tipo di pianta. Per questo motivo uno dei modi migliori per garantire un buon risultato è iniziare direttamente nel vaso definitivo, utilizzando concime biologico mischiato con il substrato che si utilizza. L’humus di lombrico è una scommessa sicura in concentrazioni fino al 30%, dopodichè non garantisce nutrizione sufficiente senza il rischio di bruciare le piante.

Un contenitore di almeno 7 litri può bastare per tutto il ciclo di sviluppo della pianta, o in caso di necessità possiamo trapiantare in uno più grande, 11-13 litri, nella fase di fioritura. Se scegliamo contenitori più piccoli co, bisogna tenere in conto che i conoscimenti acquisiti con piante che non siano autofiorenti non sono validi.

Quindi una buona regola è trapiantare una settimana prima di considerarlo necessario, se si parte con contenitori più piccoli non dobbiamo mai aspettare che il sesso delle piante sia manifesto prima di trapiantare, sarebbe già troppo tardi e avremmo privato la pianta dello spazio e del nutrimento necessario proprio nel momento cruciale, ossia quando si allunga per creare una buona struttura per le cime. Anche la quantità di sole e la temperatura sono fattori molto importanti. Che le piante siano autofiorenti non implica che non abbiano bisogno di luce, al contrario, come tutte le altre piante quanta più luce diretta ricevono migliori risultati daranno. Stesso discorso per le temperature, troppo basse possono rallentare o addirittura fermarne la crescita; pertanto se si coltiva fuori stagione (da febbraio a settembre) è conveniente usare una piccola serra.

Essendo la fertilizzazione una possibile fonte di problemi, tanto per carenza come per eccesso, una delle migliori soluzioni per novelli coltivatori è realizzare un trapianto a inizio fioritura, mischiando con il substrato un concime ricco in fosforo e potassio, come per esempio il guano di pipistrello.

Così dal vaso iniziale di 7 litri possiamo passare ad uno di 11 con un substrato ricco in nutrienti, ciò ci garantisce di non dover fertilizzare durante le prime 3-4 settimane di fioritura. In questo modo solo aggiungendo acqua garantiremo dei risultati accettabili, dato che il consumo di nutrienti di queste varietà non è molto elevato.

L’uso di fertilizzanti commerciali migliora indubbiamente il rendimento, se la terra è già ricca conviene alternare l’applicazione dei fertilizzanti con irrigazioni semplici, si evitano così i problemi dovuti ad eccesso di fertilizzazione. Uno dei grandi vantaggi di queste piante è che avendo il ciclo così corto le possibilità di problemi per accumulo di sali nei vasi è praticamente nullo.

Stesso discorso per i problemi dovuti a insetti parassiti. Essendo il cilco così corto la maggior parte delle volte è preferibile usare metodi di contenimento non molto aggressivi per la pianta, come gli insetticidi biologici leggeri, che in molti casi non eliminano totalmente la popolazioni di insetti nocivi, ma finiscono per essere una soluzione perfetta con queste varietà. Non è conveniente tentare di eliminare gli insetti con prodotti troppo aggressivi in quanto possono provocare uno shock alla pianta, meglio contenere la piaga fino al momento della raccolta.

Un ultimo suggerimento per raccogliere nel momento migliore: conviene non fidarsi delle indicazioni delle banche di semi, che per motivi commerciali tendono a indicare tempi più brevi del reale. Conviene raccogliere approssimativamente ai 50-60 giorni dall’inizio della fioritura, quindi ai 70-80 giorni dalla semina, per quanto si impegnino a dire che è meno. In ogni caso come con le varietà non autofiorenti, è sempre meglio osservare i tricomi con una lente di ingrandimento per decidere il momento giusto.

Ernesto – Hemptrading

 





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