marracash_nuovo-album

…perché se nel rap italiano c’è qualcuno che “comanda” (o che comanderà), questo è Lui.
Nel 2008 uscirà il suo primo disco ufficiale. Presto quindi ne parleranno TUTTI. Ora, prima di TUTTI, ve lo presentiamo noi.

Mi chiamo Marracash. In realtà mi presento come Fabio quando stringo la mano alla gente, ma poi presto o tardi tutti mi chiamano così. Mi chiamavano marocchino o maruego quando andavo a scuola, per la mia faccia. Mi chiamavano così anche per le strade, perché ero uno zingaro e c’è qualcosa di furfantesco nel mio modo di fare. Sono figlio di immigrati siciliani, figlio delle case di ringhiera senza i sanitari, dei viaggi in macchina interminabili, carichi come somari. Quando avevo 11 anni ci hanno sfrattato dalla casa dove vivevo, nella Chinatown di Milano. Ci hanno assegnato una casa, mi hanno assegnato un destino.
Ora abito in un alveare in Barona, più di 200 famiglie, non le conosco neanche tutte. E’ un piccolo ecosistema. Ci trovi lo sbirro e il ladro, il meccanico, il panettiere, il malato e il medico…
Pre-fabbricati per pre-destinati. Certo, ci puoi provare: io ho provato a fare il ladro, il meccanico, lo spacciatore, il commesso…
Ho provato a fare la grana perché qui sembra che ti manchi solo questo e che quando l’avrai tutto andrà a posto. Ho viaggiato l’Europa sui treni e dormito sulle panchine, insomma ho anche provato a fregarmene. Ho letto tanti libri, ho provato a studiare. Ho provato a fare come fanno tutti. Ho provato a barare. Ora la musica…

Chi è Marracash?
Sono un giovane rapper milanese (di adozione, perché in realtà sono siciliano di origine) appartenente a un collettivo di artisti chiamato Dogo Gang. Ho debuttato 3 anni fa e diciamo che sto iniziando a far parlare di me…

Spieghiamo bene la differenza tra Dogo Gang, Club Dogo e Marracash…
Tutti noi siamo amici da parecchio tempo, io ho iniziato a fare le prime cose con loro quando avevo 17-18 anni, ci siamo conosciuti al Muretto e siamo rimasti sempre insieme. La Dogo Gang quindi è l’intera famiglia, di cui fanno parte i Club Dogo, io e altri. Rimango comunque un solista che fa live e cd da solo.

Che cos’è l’intelligangsta?
L’intelligangsta è il mio stile, l’ho inventato io, è l’unione i due termini intelligenza e gangsta. Gangsta è una parola che non ci appartiene, che comunque non sento mia, mentre trasformata così è più vicina a me. Rappresenta la mia attitudine ovvero quella di prendermi ciò che mi spetta in modo forte ma nello stesso tempo intelligente. Mi piace parlare di certe cose e descrivere certe situazioni, andando oltre però e analizzandole, senza spavalderia.

In una tua canzone ovvero ne “La via di Carlito” parli di come sia impossibile lasciarsi alle spalle un certo tipo di vita…
Guarda io sono molto fatalista e prendo quello che viene. Io penso che per fare bene una cosa devi essere portato, per assurdo anche ad esempio essere un criminale, è una sorta di lavoro. Devi saperlo fare bene, devi esserci nato. Se nasci che ci sei portato magari quella è la tua vocazione e allora magari ti si attacca addosso una certa vita che non riesci più a staccarti. Da giovane fai delle cazzate poi cresci e vorresti mollarle ma in molti casi ti è impossibile: hai doveri nei confronti dei tuoi amici, onore, ecc. A me succede spesso: sono abbastanza intelligente da rendermi conto di certi errori però non posso mollarli, sento un legame e un’appartenenza per cui non posso tirarmi fuori. E’ più forte di me.

C’è un fanatismo nei tuoi confronti (e nei confronti di tutta la Dogo Gang) che è quasi morboso: che cosa provi ad essere una “street star”?
Innanzi tutto posso dirti che è una bellissima sensazione: per uno come me, il rispetto della gente è uno dei primi risultati a cui si punta. Vedere tutti questi ragazzi che ascoltano veramente ciò che dici e che ti prendono sul serio è una gran bella cosa. Poi ovviamente c’è anche l’altro lato della medaglia: sei comunque e sempre al centro del mirino. La gente ti conosce e ti guarda anche se tu non sai chi sono loro e a me questo mi pesa, però è il prezzo che paghi.

Non si rischia di montarsi un po’ la testa?
In realtà questa situazione è tragicomica: da una parte c’è la gente che mi ferma per strada e ragazze che mi mandano le foto delle loro tette con scritto sopra il mio nome, dall’altra c’è il fatto che io non guadagno quasi niente, pochissimo e comunque molto meno di quanto guadagnavo prima quando lavoravo. Oggi ad esempio ho suonato al De Sade (n.d.r. discoteca di Milano) e sono arrivato lì a piedi come uno stronzo. Non riesci a montarti la testa, quando comunque fai fatica ad arrivare a fine mese, come qualsiasi tuo fan.

Parlaci del tuo cd: è molto atteso…
E’ vero, c’è una cifra di hype: è una figata perché c’è un’aspettativa enorme, un sacco di gente mi scrive che aspetta questo cd. C’è anche il peso della responsabilità ma ti dico la verità, senza false modestie sono molto soddisfatto. Sono contento di ogni pezzo. Ora sono all’80% del lavoro quindi ci siamo quasi. La maggior parte dei pezzi è prodotta da Deleterio, con cui mi trovo benissimo a lavorare, costruiamo le canzoni insieme. Ovviamente ci sono i Club Dogo, c’è Enzo, i Co Sang da Napoli, poi forse ci sarà J.Ax, lo spero…

Riguardo a major, contratti e uscita?
Purtroppo ultimamente c’è stata una saturazione nel mercato discografico di artisti che hanno firmato contratti senza poi ottenere grandi risultati, per cui non è facile convincere una major a investire. Vedremo. Il disco speriamo che uscirà nei primi mesi del 2008 (“o con una super produzione underground o con una major, ma vogliamo che sia trattato da star” precisa J.Ax, suo amico e mentore nell’ambito contrattuale).

Se domani tutto questo finisse che cosa faresti?
Me ne vado in Sud America! Io nella mia vita ho fatto di tutto, dall’idraulico all’elettricista, ho lavorato in un call center poi come magazziniere… insomma, non ne ho più voglia, dopo un po’ che lavoro mi sento appassire lentamente. Quindi se dovesse andare male questo discorso della musica, prendo e me ne vado in Sud America, alla Carlito… apro un parcheggio, anzi un lavaggio auto.

E se invece andasse bene… qual è la tua visione migliore?
Una casa in Sicilia, a Siracusa, sul mare, una bella villetta isolata… e mangiare sempre al ristorante. Ecco questa è la mia visione.





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