Missouri cannabisIl Missouri potrebbe essere il terzo stato americano a legalizzare la marijuana. E’ stato infatti presentato un disegno di legge da Chris Kelly che prevede un sistema di autorizzazioni statali per produttori e rivenditori con una tassazione statale del 25%.

Se la legge passasse le persone dai 21 anni su avrebbero il permesso di coltivare 8 piante e custodire e trasportare fino a mezzo chilo di marijuana per abitazione. Dal punto di vista commerciale il progetto prevede che ogni contea possa avere un rivenditore autorizzato ogni 2500 abitanti: a St. Louis County si potrebbero creare dunque circa 400 dispensari per una popolazione superiore al milione di persone. Ma non finisce qui perché la legge prevede anche disposizioni per i minori di 21 anni che vogliano avere accesso a cure mediche con farmaci a base di cannabis e regolamentazioni per la produzione di canapa industriale.

Attualmente il Missouri ha una delle leggi più dure degli Stati Uniti riguardo alla marijuana. Per il possesso di una qualsiasi quantità di marijuana – anche meno di un grammo – si rischia fino ad un anno di carcere e una multa di 1.000 dollari, mentre col possesso di oltre 35 grammi si rischia una pena che può arrivare a sette anni con una multa di 5mila dollari.

Show me cannabisOra gli organizzatori devono raccogliere le firme di circa 320mila elettori entro il 4 maggio e, se gli sforzi non portassero al risultato sperato, l’associazione Show-Me Cannabis, che ha voluto questa riforma, ha fatto sapere che chiederà un emendamento alla costituzione dello stato che consenta la definitiva regolamentazione.

Da un sondaggio condotto a marzo dall’associazione è risultato che i residenti, dopo che il progetto è stato loro spiegato, sono favorevoli alla legalizzazione, tassazione e regolamentazione della marijuana con un margine del 54-44 %.

Il tutto accade mentre, dopo l’appello della Global Commission on Drug, L’UNODC (United Nations Office on Drugs and Crime) ha diffuso nei giorni scorsi un comunicato congiunto con altre associazioni affinché gli stati rivedano le leggi in materia di regolamentazione di sostanze stupefacenti perché “La War on drugs non porta benefici” e, secondo il direttore esecutivo della DPA (Drug Policy Alliance) Ethan Nadelmann, “il rinchiudere qualcuno in galera per il possesso di sostanze stupefacenti è una cosa che semplicemente non ha basi scientifiche, mediche ed etiche”.





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