AGOPUNTURALa medicina tradizionale cinese ricorre ad un’ampia gamma di pratiche curative che hanno più di 5mila anni. Questo tipo di medicina è ancora molto presente; è molto facile, infatti, incorrere tuttora in una farmacia tradizionale. Persino nelle farmacie degli ospedali ci son due reparti e due differenti sportelli, uno dedicato alla medicina occidentale e uno a quella cinese. La principale differenza tra i due approcci si riscontra nel fatto che noi occidentali ricorriamo alle medicine quasi esclusivamente per curarci, mentre i cinesi lo fanno abitualmente, focalizzandosi sulla prevenzione. La medicina tradizionale include erbe mediche, massaggi (tui na), esercizi (tai chi), agopuntura e terapie dietetiche.

Molti conoscono o hanno sentito parlare di agopuntura, ma in ben pochi sono a conoscenza della sua connessione e del suo lungo matrimonio con la marijuana. La cannabis (麻 má lett: canapa, cannabis, intorpidimento) ha, infatti, una lunga storia legata alla medicina tradizionale cinese. Annoverata tra le 50 “fondamentali” erbe mediche, veniva prescritta per il trattamento di diversi sintomi ed era utilizzata persino dall’imperatore Shen Nung, appassionato di farmacologia. Nel 2737 a.C. Shen fu il primo ad includere i benefici legati all’uso della marijuana in un trattato di medicina e l’accettò spesso anche come pagamento di debiti o tributi. Interessato allo sciamanesimo, studiò le proprietà delle piante cinesi, testandole anche su stesso. Si racconta infatti che la causa delle sua morte fu proprio una pozione che si era autosomministrato. Nel suo testo raccomanda degli elisir di canapa sotto forma di tè ottenuto dai fiori e dalle foglie.

Nell’1 d.C. venne completato il “Pen Ts’ao Ching”, basato sulle pratiche tradizionali del periodo di Shen Nung e anche conosciuto come la più antica farmacopea del mondo. Qui la canapa è raccomandata per più di cento disturbi, tra cui la gotta, la malaria e i reumatismi. Secoli più tardi numerosi testi cinesi la consigliarono invece per il trattamento di emorragie, infezioni, parassiti e vomiti.

In seguito, Hua Tuo (140-208 d.C.) venne accreditato come la prima persona ad aver usato la cannabis come anestetico. Il termine cinese per “anestesia” (麻醉mázuì) è infatti composto da il primo carattere che significa “cannabis” e dal secondo che significa “intossicazione”. Hua Tuo era anche un chirurgo e praticò diverse operazioni servendosi di questo anestetico combinato con l’agopuntura per il controllo del dolore. Sperimentò diverse tecniche tra cui l’essiccazione e lo sbriciolamento della pianta, mischiandola con il vino per somministrazioni interne ed esterne.

L’accostamento tra agopuntura e marijuana crea un interessante binomio. L’agopuntura è spesso accompagnata dalla moxibustione, ovvero l’utilizzo di artemisia come incenso, bruciato vicino alla pelle o rollato in un sigaro per concentrare la fonte di calore. Un carattere cinese con cui si fa spesso riferimento all’“agopuntura” (针灸zhēn jiǔ) significa letteralmente “agopuntura-moxibustione”.

agopuntura2Numerosi ricercatori che leggono e interpretano i testi antichi ci illustrano come i sigari fossero tradizionalmente avvolti in artemisia solo nella parte esterna che racchiudeva il ripieno, composto invece di cannabis. Per un fumatore del terzo millennio approdato a Pechino sarebbe comunque inutile scandagliare tutte le farmacie tradizionali della zona, perché oggi sia la parte interna che esterna del sigaro sono entrambi composti di artemisia. Molti dottori cinesi facevano addirittura inalare o fumare cannabis ai propri pazienti prima del trattamento, perché convinti che i principi attivi avessero proprietà curative capaci di stimolare il movimento dell’energia interiore (qi) prima dell’inserimento degli aghi.

Questa teoria potrà sembrarvi campata in aria, eppure, si tratta di una teoria dai benefici provati scientificamente. Le ricerche dimostrano come l’agopuntura lavori a stretto contatto con il sistema endocannabinoide, proprio come la cannabis. Per chi non studia chimica, biologia o medicina è un po’ complesso da capire, ma cercherò di semplificare il concetto all’osso. I ricettori cannabinoidi più studiati sono i recettori CB1 e CB2. I ricercatori europei nel 2011 hanno con- cluso che: “I risultati dimostrano come l’elettro-agopuntura riduca i dolori infiammatori […] attraverso l’attivazione dei recettori CB2”.

cca22451e2ee4c81b1bb4153f09eb450-89546eba999a6c1f200f6a70670093f4Tuttavia, se nell’antichità cinese la cannabis era riconosciuta per le sue proprietà curative, oggi, è etichettata come droga che nuoce a numerose vittime. Sono per lo più vittime di leggi repressive e di sostanze chimiche con la quale l’erba è trattata, piuttosto che vittime della cannabis in sé. E se prima la marijuana era una rinomata erba medica, oggi in ben pochi, in Cina, sanno cosa sia. Il motivo pare essere scontato, tuttavia non ancora certo. Nonostante venisse usata come farmaco, i cinesi si opposero moralmente a qualsiasi droga utilizzata per puro “piacere”, e le guerre dell’oppio ce lo hanno dimostrato. Questo non scoraggia comunque i mercati illeciti. Tra Shanghai e Pechino di solito delle bustine da 8-10 grammi costano intorno ai 500- 600 RMB (70 € circa). Ma nel Sud-Ovest della Cina, come per esempio nello Yunnan, dove il costo della vita è notevolmente inferiore e la canapa cresce naturalmente, il prezzo è molto ridotto.

Quello tra medicina tradizionale cinese, agopuntura e marijuana è un amore lungo migliaia di anni, che ha subito un divorzio improvviso e nell’indifferenza generale, in un tempo ancora da stabilirsi.

Gianluca Atzori





Leave a Reply

Questo sito utilizza cookie propri e di terze parti, questi ultimi per fornire ulteriori funzionalità agli utenti, quali social plugin e anche per inviare pubblicità personalizzata. Cliccando su (Accetto), oppure navigando il sito acconsenti all’uso dei cookie. Per negare il consenso o saperne di più
Leggi informativa privacy

Some contents or functionalities here are not available due to your cookie preferences!

This happens because the functionality/content marked as “%SERVICE_NAME%” uses cookies that you choosed to keep disabled. In order to view this content or use this functionality, please enable cookies: click here to open your cookie preferences.