La legge regionale sulla canapa industriale nelle Marche è stata approvata all’unanimità dalla commissione permanente consiliare seconda, che si occupa anche di agricoltura. L’altra buona notizia è che prevede 360mila euro di incentivi in due anni.
L’approvazione in commissione è arrivata dopo una lunga discussione e ora manca solo il via libero definitivo del Consiglio regionale per fare in modo che entri definitivamente in vigore.

Abbiamo contattato il consigliere regionale Piergiorgio Fabbri del M5S, il primo firmatario della proposta di legge, per farci raccontare nel dettaglio come funzionerà.

È vero che sono previsti incentivi per 360mila euro? A chi e per cosa sono diretti?
L’art. 7 prevede il finanziamento della norma con 180mila per l’anno 2020 e altrettanti 180mila euro per il 2021. I fondi saranno individuati all’interno del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) misura 16 – programma 3. Per gli anni successivi la legge potrà essere finanziata anche con fondi regionali e statali, qualora disponibili.

Qual è la potenzialità di questa legge, vista la tradizione regionale nella coltivazione di questo vegetale?
Questa legge ha un’applicazione molto ampia incentivando la creazione di una filiera completa dell’utilizzo industriale della canapa; il territorio è storicamente vocato, la coltura potrà essere introdotta nella rotazione operata dagli imprenditori agricoli, e la capacità espansiva in ettari è molto elevata, senza alterare gli equilibri esistenti. I settori che possano utilizzare semi, canapulo e fibra derivanti dalla lavorazione della canapa sono numerosi e già presenti in regione.

Quali sono i settori su cui volete maggiormente puntare a livello regionale?
In particolare modo si vuole potenziare l’utilizzo nel settore dell’edilizia, ad esempio per la produzione di mattoni e pannelli idonei per l’efficientamento energetico e adeguamento anti-sismico degli edifici, da utilizzare prioritariamente nella ricostruzione post terremoto, che ha colpito pesantemente una larga fascia del territorio marchigiano; un ulteriore utilizzo è previsto nel settore tessile per scarpe, tessuti e accessori; anche il settore delle bioplastiche è allo studio di gruppi di ricerca marchigiani e universitari. Il settore alimentare che è già avviato e in celere espansione, verrà supportato anche per la selezione di semi che possano adattarsi in maniera ottimale al nostro clima e territorio, specializzando sementi e modalità di coltivazione specifiche per i differenti settori.

Qual è il principale ostacolo allo sviluppo di una filiera industriale?
Il problema principale attualmente esistente è identificabile nella mancanza di un impianto di trasformazione disponibile a brevi distanze (l’unico attualmente in funzione si trova in Puglia, e i costi di trasporto non rendono conveniente il conferimento della canapa marchigiana nell’impianto), unitamente al fatto che non siamo in possesso di una tecnologia avanzata di lavorazione che consenta di soddisfare, immediatamente, gli elevati standard richiesti del settore tessile; a tal proposito sono già in essere progetti di ricerca.

Fonte: canapaindustriale.it





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