Manu Chao ha da sempre accompagnato la sua musica a messaggi importanti e mai banali, come la deforestazione in Amazzonia, la difesa degli indigeni, la tutela del territorio. Quasi a usare la musica come mezzo per denunciare e riflettere sui problemi di carattere ambientale e non il contrario, sfruttare situazioni per fare musica.

E’ il caso del suo ultimo lavoro, un brano dalle sonorità calde e avvolgenti, dove gli strumenti ti fanno battere il tempo col piede e la voce ti accompagna alla scoperta di ingiustizie sempre più frequenti, in ogni ambito della nostra vita.

Seeds of Freedom ci riporta alla consapevolezza di una natura nata perfetta e che si plasma per vivere e sopravvivere, nonostante noi.

Un brano di denuncia per i monopoli nell’agricoltura, dove la Monsanto e la Bayer la fanno da padroni, con sementi transgenici e diserbanti altamente nocivi che letteralmente uccidono i coltivatori, accelerano la scomparsa della biodiversità ed inquinano in modo permanente i terreni.

Creato l’International Monsanto Tribunal, l’azienda statunitense era stata processata per crimini di ecocidio, e anche se nessuna legge può perseguire penalmente la multinazionale, l’intento è quello di riuscire a sensibilizzare i Paesi e di ribellarsi alla morsa del profitto, puntando al progresso, quello vero, che sia responsabile e sostenibile.

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Perché è bene ricordare, che non abbiamo un’altro pianeta.





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