Manny Pacquiao è un’icona del pugilato. Da vent’anni, ora ne ha quaranta, dimostra la sua infinita classe che permane nonostante il tempo passi. Pac Man, così viene soprannominato il pugile filippino che è stato capace di laurearsi Campione del Mondo in otto categorie di peso differenti (dai mosca ai superwelter), non è amatissimo solo dagli appassionati di boxe e dello sport in generale, ma anche dai suoi connazionali per cui si batte attraverso la sua carica di senatore del paese oltre a promuovere la beneficenza attraverso iniziative personali.

Ultimamente ha finanziato la costruzione di circa 1000 case da destinare ai poveri di Kibawe, la sua città natale nella provincia di Sarangani. Quasi tutto il denaro utilizzato per realizzare questo progetto è il ricavato di un unico match, lo storico incontro di pugilato del 2015 “Fight of the Century” tra Manny Pacquiao e Floyd Mayweather.

Il pugile filippino è cresciuto in condizioni di povertà estrema e non dimentica le proprie origini e le enormi difficoltà che sono costrette ad affrontare le classi meno abbienti del paese del sudest asiatico in cui è nato. Si stima che abbia donato circa 200 milioni di dollari a progetti per aiutare i meno fortunati: «Di tutto quello che guadagno nel pugilato, quasi la metà va ai meno fortunati», ha dichiarato in passato.

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