Basta scrivere le parole mango e cannabis o marijuana, per veder spuntare sui diversi motori di ricerca centinaia di risultati. Quasi tutti concordi nello spiegare che assumere mango prima di fumare cannabis, ne aumenterebbe l’effetto psicoattivo portando pace e beatitudine.

Alcuni si spingono ancora più in là, spiegando che le proprietà del mango accelererebbero i tempi in cui il THC viene assorbito dal nostro organismo (4 secondi invece dei 7 che ci metterebbe normalmente) e che ne aumenterebbe gli effetti psicoattivi grazie all’azione sui recettori dei cannabinoidi.

Tanto che ormai ci sono decine di genetiche di cannabis che utilizzano la parola mango nel proprio nome, come Mango Kush, Mango Haze e Mango Tango.

Il motivo? Il mango, a seconda delle specie e della maturazione del frutto, contiene alti quantitativi di mircene, un terpene che si trova anche nella cannabis e altre piante come timo, verbena, citronella, luppolo ed eucalipto.

Ha un aroma fruttato, citrico, balsamico, pungente e speziato come i chiodi di garofano, ma possono riscontrarsi differenze notevoli nelle preparazioni. Insieme al limonene è uno dei terpeni più utilizzati a scopi industriali.

Ma cosa dice la scienza?
Innanzitutto è vero che il mango contiene elevati livelli di mircene. Inoltre, secondo diversi studi, il mircene è stato identificato come una sostanza in grado di ridurre l’infiammazione, oltre ad avere proprietà antiossidanti e analgesiche, come raccontato da uno studio pubblicato sul British Journal of Pharmacology. Secondo i ricercatori i dati sosterrebbero l’ipotesi che il mircene è un terpene sedativo di spicco nella cannabis e, combinato con il THC, potrebbe potenziarne gli effetti.

A smentire questa teoria, che darebbe valore alla credenza che assumere mango potenzierebbe gli effetti della cannabis, è però una ricerca pubblicata di recente su Cannabis and Cannabioinds Research. I ricercatori infatti hanno testato i 6 terpeni più comuni contenuti nella cannabis, tra i quali anche il mircene, per concludere che: “Nessuno dei sei dei terpenoidi più comuni nella Cannabis ha attivato direttamente CB1 o CB2 o ha modulato la segnalazione dell’agonista fitocannabinoide Δ9-THC. Questi risultati suggeriscono che se esiste un effetto entourage fitocannabinoide-terpenoide, non è a livello del recettore CB1 o CB2”.

E quindi? Gli effetti combinati di mango e cannabis sono solo un effetto placebo? E’ possibile. Come dall’altro lato è possibile che invece la sinergia agisca per altri percorsi che la scienza non ha ancora identificato, visto che la conoscenza del sistema endocannabioinde e dei suoi processi, è ancora limitata.





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