Non sembra esserci pace per i pazienti che utilizzano la cannabis terapeutica per le proprie patologie. Ciclicamente infatti si verifica una carenza che per molti significa un’interruzione delle cure e dei propri piani terapeutici.

Una situazione più volte denunciata da pazienti e medici, ma che, ancora oggi, non sembra trovare una soluzione. Mentre un’azienda estera, Aurora Pedanios, ha vinto l’ennesimo bando per l’importazione straordinaria di 400 chilogrammi di cannabis medica, la produzione italiana rimane molto bassa e anche le importazioni non riescono a far fronte al fabbisogno dei pazienti, probabilmente perché sottostimato mentre continuano ad aumentare a livello esponenziale.

Una situazione diffusa a macchia d’olio, ma che sta colpendo in particolare la Liguria, da cui il dottor Marco Bertolotto, che segue centinaia di pazienti principalmente per la terapia del dolore, ha lanciato gli ennesimi appelli diretti al ministro della Salute e alle autorità regionali come il presidente Toti.

Prima ha pubblicato un video, alla fine di giugno, in cui raccontava la situazione: “Ci troviamo un’altra volta nelle condizioni in cui ci manca la cannabis per curare i nostri pazienti. E’ un dato ciclico: noi sappiamo che più volte l’anno succede che i nostri pazienti sono abbandonati dallo stato”. Conclude spiegando che basterebbe un semplice provvedimento e chiedendo di condividere il messaggio per fare pressione sui politici nazionali e regionali.

Pochi giorni fa ha invece pubblicato il messaggio di un paziente, che rende palese la situazione in cui si trovano migliaia di persone. “Buongiorno Dottore, nonostante gli sforzi questo mese non riuscirò ad acquistare la terapia privatamente. Nell’ultima settimana il dolore praticamente non si è mai fermato, ho dormito meno di 20 ore ed evito crisi peggiori, quelle che definisco agonia, solo costringendomi al buio tutto il giorno, non riuscendo a fare assolutamente nulla, non guardare la tv, non leggere un libro, solo resistere al male, tenere gli occhi chiusi il più possibile e sperare che il dolore non peggiori. A volte rimpiango i momenti in cui ignoravo l’esistenza e l’efficacia della cannabis terapeutica: avere una soluzione, almeno per il dolore, e non poterci accedere è quasi peggio di non avere una soluzione. Mi perdoni lo sfogo, più il tempo passa più vedo la mia situazione peggiorare e la qualità della mia vita precipitare in un abisso da dove non vedo possibilità d’uscita.”

Intanto il ministro Grillo ha di recente aperto alle produzioni di privati per aumentare la produzione nazionale, ma senza far seguire nessun provvedimento in tal senso, mentre lo stabilimento di Firenze ha annunciato che l’anno prossimo la produzione dovrebbe arrivare a 300 chili. Sempre troppo poco, visto che il fabbisogno per il 2019 sarà superiore ad una tonnellata e intanto i pazienti aumentano.

APPROFONDIMENTI
Leggi gli articoli del Dott. Bertolotto per Dolce Vita
Cannabis medica: guida per ottenere gli accessi al farmaco





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