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Malta: si avvicina l’approvazione della legge che prevede autoproduzione e CSC

Malta: si avvicina l'approvazione della legge che prevede autoproduzione e CSC
Malta, il più piccolo paese dell’Unione europea, potrebbe essere il primo a rendere legale l’autoproduzione di cannabis. L’avevamo scritto ad aprile del 2020 e ora il traguardo si avvicina. Mentre il Lussemburgo, che ha annunciato una legge per rendere legale l’autoproduzione, sta ridefinendo la bozza della legge, sull’isola hanno fatto grandi passi in avanti e ora manca solo l’approvazione finale in Parlamento.

Nel 2015 il governo ha depenalizzato il possesso di cannabis per uso personale e ha regolarizzato la cannabis medica, poi, in seguito ad uno studio governativo che aveva evidenziato come fossero più di 40mila i maltesi che avevano fumato cannabis almeno una volta nella vita, il governo aveva deciso di percorrere la strada della regolarizzazione del fenomeno.

La nuova legge di Malta: coltivazione, possesso, consumo e associazioni

I consumatori adulti di cannabis potranno possedere fino a sette grammi. Tuttavia, il possesso di più di sette grammi sarà punito con sanzioni amministrative. Il consumo di cannabis in pubblico sarà proibito a meno che la persona non sia autorizzata a usarla per ragioni mediche.

La legge permette anche di coltivare fino a quattro piante di cannabis in casa. Tuttavia, le piante non dovrebbero essere visibili da altri luoghi. Quando si coltivano piante di cannabis in casa, i consumatori possono tenere fino a 50 grammi di cannabis secca in casa.

Seguendo la formula spagnola dei cannabis social club, il progetto di legge stabilisce il permesso di creare organizzazioni non-profit per distribuire prodotti di cannabis fra i membri. Ogni membro non può appartenere a più di un’associazione.

Come sottolineato dal The Times of Malta, la legge non crea e regolamenta un mercato della cannabis come negli Stati Uniti, ma punta a depenalizzare l’uso personale della cannabis, a combattere il traffico illecito e ad eliminare le condanne penali delle persone trovate colpevoli di possesso di cannabis per uso personale.

“Non è vero che con questa legge incoraggiamo la gente a fumare cannabis”, ha sottolineato in commissione il ministro per le Riforme Owen Bonnici, spiegando che: “Al contrario, cercheremo in molti modi di spingere a fare scelte migliori e di trovare piacere sotto altre forme, come lo sport, la cultura o il volontariato. Ma se una persona adulta decide di fumare cannabis, noi la dobbiamo trattare appunto da adulta e darle un canale sicuro per ottenerla. Crediamo che questa via sia migliore di quella della criminalizzazione”.

Insomma: la diga dei proibizionisti sta cedendo anche in Europa, mentre Lussemburgo e Malta fanno a gara per rendere legale la coltivazione personale e il consumo, la coalizione che forma il nuovo governo tedesco ha annunciato di voler procedere con la legalizzazione. Da noi, invece, il governo si è spaccato sul tema, ma grazie al coraggio di attivisti e antiproibizionisti, le speranze sono riposte nel referendum.





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