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Malta ha legalizzato la cannabis ricreativa: l’argine è rotto anche in Europa

Lo stato di malta con una pianta di cannabis nello sfondo

Il Parlamento di Malta ha legalizzato l’autoproduzione e il consumo di cannabis a scopo ricreativo, diventando così il primo paese europeo ad adottare una legge che va in questa direzione. Un paese piccolo che sogna in grande e che, in una moderna versione dello scontro tra il pastore Davide, che con una fionda uccise il gigante Golia, vede il più piccolo stato membro dell’Unione Europea essere il primo a fare questo grande passo.

Dopo la cannabis tollerata nei Paesi Bassi con i celeberrimi coffee shop che hanno attratto negli anni migliaia di turisti, e dopo i Cannabis Social Club in Spagna, nati grazie ad un area grigia nella legge spagnola che non punisce il consumo di cannabis nei luoghi privati, Malta è il primo paese a disciplinare l’autoproduzione di cannabis domestica e in forma associata, oltre al suo consumo.

E’ il completamento di un percorso iniziato più di un anno fa dopo la presentazione di un dossier governativo in cui si metteva nero su bianco che oltre 40mila maltesi avessero utilizzato cannabis nella propria vita. E così il governo laburista guidato dal premier Robert Abela ha presentato la legge con lo scopo dichiarato di combattere la criminalità organizzata. Ieri c’è stata l’approvazione da parte del Parlamento con 36 voti a favore e 27 contrari. Ora manca solo la firma finale del presidente.

Cosa prevede la legge di Malta: autoproduzione e possesso di cannabis

Secondo il progetto di legge, gli adulti potranno possedere legalmente fino a 7 grammi di cannabis senza il rischio di arresto o confisca. Saranno anche autorizzati a coltivare fino a quattro piante di cannabis in casa. Questo limite di quattro piante si applica per famiglia, non per persona. Le piante non devono essere visibili da altri luoghi.
Le persone saranno inoltre autorizzate a conservare in casa fino a 50 grammi di cannabis essiccata in qualsiasi momento. Il limite legale di 7 grammi non sarà applicato ai minori che, nel caso fossero sorpresi con cannabis, dovranno comparire davanti a un commissario di giustizia per la preparazione di un piano di cura. Anche gli adulti che avranno in pubblico più di 7 grammi e fino a 28 dovranno comparire davanti al commissario di giustizia.

Divieto di fumare in pubblico

Fumare in pubblico resterà vietato e chi lo farà rischierà una multa fino a 235 euro che diventa di 300 nel caso di minori.

Associazioni e Cannabis Social Club

È la novità introdotta dalla nuova proposta di legge: i consumatori di cannabis che non vogliono o non possono coltivare potranno diventare membri di un’associazione per comprare cannabis legalmente. Gli associati coltiveranno cannabis da distribuire tra i membri, fino a un massimo di 7 grammi al giorno e 50 al mese. I membri saranno anche autorizzati a comprare fino a 20 semi al mese dalle associazioni di cui fanno parte.
Le persone non potranno diventare membri di più di un’associazione che dovranno essere gestite come ONG. Non solo, perché ogni associazione non potrà avere più di 500 membri e può immagazzinare solo 500 grammi di cannabis secca in qualsiasi momento. Le associazioni dovranno poi essere a più di 250 metri dalle scuole o dai luoghi frequentati dai giovani e non potranno pubblicizzare la cannabis o promuovere la cultura legata a questa pianta.
Infine tutte le associazioni di cannabis di Malta dovranno registrarsi presso la nuova Responsible use of Cannabis Authority e presentare un rapporto ogni tre mesi. Gli elenchi dei membri rimarranno anonimi.

Cannabis e crimini precedenti

I reati per il possesso di cannabis potranno essere cancellati dalla propria fedina scrivendo una lettera di richiesta in tal senso. “Vogliamo cambiare le cose. Questa è la decriminalizzazione limitata della cannabis e l’introduzione di una fonte regolarizzata per ottenere la cannabis. Vogliamo smettere di umiliare le persone colte con piccole quantità e fermare il mercato nero. Non stiamo incentivando il consumo di cannabis ma affrontando la riduzione del danno”, aveva sottolineato Owen Bonnici, il ministro per l’Uguaglianza del Paese prima dell’approvazione della legge.

Il primo paese in Europa avrebbe potuto essere l’Italia

Una cosa che va chiarita è che, con questa nuova legge, non viene creato un mercato regolamentato, come accade ad esempio in Canada o in diversi paesi degli Stati Uniti, ma è il primo passo verso questa direzione. Lo stesso che avrebbe potuto fare l’Italia con la legge sull’autoproduzione che è rimasta in Commissione Giustizia, dopo i veti ideologici della destra che aveva annunciato migliaia di emendamenti per bloccare la legge. E così la scelta degli attivisti è stata quella di lanciare il referendum cannabis che, tra mille attacchi e tentativi di sabotaggio, è riuscito a raccogliere oltre 630mila firme e dovrà passare al vaglio della Corte Costituzionale, prima di poter essere votato dai cittadini.

Gli altri paesi europei

Nel frattempo il Lussemburgo ha cercato di battere sul tempo Malta, con una legge simile, che però non è ancora stata approvata definitivamente. Il nuovo governo della Germania ha annunciato di voler legalizzare la cannabis, la Svizzera, fuori dall’Unione europea ma nel cuore dell’Europa, inizia nel 2022 il proprio progetto di legalizzazione sperimentale, e anche la Francia, di recente, ha visto un’apertura in questa direzione grazie alle parole del presidente Francois Hollande.

Insomma, Il baluardo del proibizionismo della cannabis, che nei fatti è rappresentato dall’Europa di cui facciamo parte, sta crollando sotto i piedi di chi l’ha sostenuto fino ad oggi.

TG DV


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