Cannabis

Maledetti ragnetti

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Ciao a tutti ragazzi, questa volta mi sono ispirato ad una simpatica protesta che, alcune centinaia di persone, hanno messo in atto a Milano alcune settimane orsono durante la faraonica visita del papa in vista dei giorni della festa di comunione e liberazione. Il motto di questa protesta era per l’appunto “Maledetti clericali”, vista l’ingerenza che questo gruppo di potere esercita sulla società civile nelle più differenti forme; dalle più palesi (vedi le esternazioni del papa ogni domenica sui più disparati temi) fino alle più becere e subliminali tecniche (adoperandosi nei mercati finanziari e inserendosi nel tessuto sociale della carità come legittimazione delle proprie malefatte).

Ebbene io vedo nei ragnetti che colpiscono la canapa una disgrazia simile in tutto e per tutto a quello che la chiesa secolarmente ha prodotto e continua a perpetrare nei confronti di una società che dovrebbe essere sovrana e laica. Dopo questo sfogo simbolico vorrei passare a parlare delle strategie che possiamo adottare per prevenire, sconfiggere e, nel caso siamo fortunati a debellare definitivamente questo problema. Premesso che ci sono diverse strategie e tipologie di difesa dipendenti in primo luogo dall’approccio o attitudine del singolo coltivatore (chimico o biologico), ed in seconda ragione da condizioni climatiche, dal sistema di coltivazione che sia questo in piccola o larga scala, affollato di piante o facilmente ispezionabile.

Questa breve premessa deve far capire al lettore che i fattori ambientali quali l’affollamento, le alte temperature, o la bassa umidità ed una impossibilità di spruzzare pedissequamente i prodotti specifici possono aumentare drasticamente la proliferazione e l’incidenza di questo parassita.

Identificheremo quindi due strategie principali; una per il coltivatore biologico ed un’altra per il coltivatore senza preclusioni all’utilizzo di prodotti chimici. In entrambi i casi consiglio di dotarsi di una pompa elettrica per irrorare le vostre piante, ne esistono alcuni tipi per hobbystica con le batterie che funzionano benissimo, ma quella con il motorino elettrico nebulizza con una micronizzazione maggiore ed è quindi più efficace anche sulla lunga gittata (2 – 3 m).

Altro concetto fondamentale, che dobbiamo tenere in considerazione, è la tolleranza o resistenza che questi parassiti oppongono nei confronti degli acaricidi di qualsiasi natura sia chimica che naturale (fatta eccezione per la beuveria bassiana). Dico ciò in quanto la corretta prevenzione per questi “maledetti” passa appunto per una rotazione costante di diversi prodotti proprio per far sì che non si instauri la cosiddetta assuefazione dal singolo prodotto acaricida. Per renderci conto meglio di quanto queste bestiacce possano rapidamente deteriorare il raccolto, vediamo nelle due foto che seguono, come in dieci giorni possano intaccare una cima quando diventano resistenti all’acaricida.

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COLTIVATORE BIOLOGICO
Consigli e prevenzione:
Mantenere le temperature basse, buona aerazione ed umidità relativa sopra al 50%.
Lavorare con materiale vegetale esente da popolazioni attive di parassiti, ed evitate qualsiasi potenziale forma di contagio (un alto fattore di rischio è lo scambio di cloni infetti fra coltivatori).
Concentrare la frequenza degli interventi ogni 3/4 giorni per prevenire la schiusa delle uova.
Ruotate i prodotti ad ogni ciclo per non creare popolazioni resistenti al singolo rimedio.
Utilizzare più principi attivi allo stesso tempo per avvantaggiarsi dell’effetto sinergico.

Prodotti da utilizzare:
Silicato di sodio (o di potassio) – Lo catalogherei come preventivo, ha una duplice azione; da un lato apportando silicato per via fogliare nutre la pianta aumentandone la potenza della struttura cellulare (quindi la pianta è più sana e resistente ad attacchi fungini) ed in più crea una pellicola sulla foglia per cui gli insetti faticano o sono impossibilitati a pungere mentre le uova rimangono “intrappolate” e disidratandosi perdono il loro potere vitale. Non scatena resistenza in quanto produce una difesa fisica e non chimica. Può essere utilizzato fino alla comparsa dei fiori.

Neem (azadiractina) – Questo prodotto nella maggior parte dei casi in cui viene usato su piccola scala ha un qualche effetto ma non è totalizzante, ne sulle uova ne sugli stadi più maturi. Nel senso che non risolve assolutamente una infestazione, ma può essere utilizzato con discreto successo nella rotazione dei vari prodotti ed in unione con altri principi attivi vetegali; quassia, rotenone o per amanti degli infusi ed estratti; propoli, aglio, peperonicono e tabacco. Questo principio attivo ha un tempo di carenza di circa 7/10 giorni dal raccolto ma non è assolutamente tossico per l’uomo
Piretro e/o piretrine – Un acaricida utilizzato in agricoltura biologica molto blando ma che può essere utilizzato nella rotazione fra i vari rimedi per questi parassiti. In alcuni casi è veramente efficace, ma se la popolazione lo ha già “digerito” ed è resistente scordatevi che abbia qualche effetto specialmente quando l’infestazione è già inoltrata come nella foto che segue.

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Beuveria Bassiana – Questo principio attivo acaricida si basa su una scoperta di un italiano alla fine dell’800 (Agostino Bassi) che, studiando i bachi da seta scoprì che la malattia da cui venivano attaccati era per l’appunto il batterio che prese poi il suo nome. La cosa fantastica è che è attivo su tutti e tre gli stadi biologici del ragnetto ed è veramente efficace se solo lontanamente lo volessimo paragonare ad ogni altro rimedio biologico. In pratica questo batterio si nutre direttamente dell’esoscheletro dei parassiti mandandoli letteralmente in putrefazione, ed il successo delle sue applicazioni è veramente soddisfacente. Ha di contro che è difficile da reperire nel campo dell’hobbystica ed è abbastanza costoso… quindi buona ricerca per consorzi!!!

Phytoseiulus Persimilis – In questo caso parliamo di insetti benefici e/o predatori che si nutrono come nel caso precedente del parassita che noi intendiamo debellare. Il costo è relativamente accessibile perché non servono quantità disumane di questi ultimi e solitamente con 25/40 euro (1000 unità) riusciamo a coprire superfici veramente notevoli (10 m2). L’aspetto da considerare fondamentale è che questi predatori non devono essere intesi come unico rimedio, ne tantomeno possono avere un effetto ragguardevole quando l’”epidemia” è già in atto e prolungata. Dobbiamo utilizzare questi predatori come una strategia di difesa integrata con la quale ho avuto personalmente grande successo senza la comparsa del benché minimo ragnetto.

In finale, e questo consiglio varrà anche per la categoria di coltivatori che affronteremo nel seguente numero, i quali utilizzano anche prodotti chimici per la difesa, vorrei sottolineare l’importanza che riveste la perfetta distensione e umettatura della superficie fogliare quando spruzziamo i prodotti. (NON DEVONO FORMARSI GOCCIOLINE CHE CASCANO SUBITO)

Infatti per fare si che la prevenzione e la difesa siano efficaci i prodotti in questione devono essere irrorati sull’intera superficie fogliare e sottostante senza che questi dilavino. Quindi è assolutamente importante unire ad ogni irrorazione un prodotto umettante (in alcuni casi chiamato adesivante) che permette la perfetta distensione dei principi sulla superficie fogliare.

Nelle peggiori delle ipotesi anche un po’ di sapone di marsiglia è perfetto ma se volete fare le cose al meglio vi consiglio di comprare l’estratto di yucca (5 ml/litro sono più che sufficienti). Questo prodotto si può aggiungere anche nella soluzione nutritiva per aumentare la rapidità di imbibizione del substrato e attenuare gli effetti dannosi dei sovradosaggi di fertilizzante.

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Ho appena descritto i metodi per prevenire e combattere i ragnetti seguendo dei criteri naturali. Come ho ben specificato alcune volte si rende però necessario intervenire con dei prodotti chimici quando l’infestazione diventa massiccia e fuori controllo, questo avviene perlopiù quando non si riesce a tenere sotto controllo le temperature e l’irrorazione per mezzo spray di ogni singola pianta e/o punto della stanza di coltivazione.

Tutti sappiamo che quando l’ambiente è saturo di piante diventa veramente difficile raggiungere manualmente ogni singola pianta anche con l’ausilio di una lancia per irrorazione, specialmente quando la rete per il sostegno delle medesime è montata e/o fissata ai lati della stanza.

In questi casi specifici serve quindi un prodotto chimico sistemico che agisca da metà fioritura fino alla fine e che ci garantisca la totale scomparsa e contenimento potenziale rispetto all’attacco del parassita in tutti gli stadi di vita (dall’uovo all’adulto).

Altro aspetto fondamentale che dobbiamo tenere in considerazione è la rotazione dei prodotti da utilizzare, in quanto i ragnetti manifestano un “adattamento” chiamato resistenza ai singoli principi attivi utilizzati come antiparassitario. Dovremmo quindi alternare i prodotti in modo da non scatenare questa resistenza nei confronti di un singolo prodotto, il quale una volta “digerito” dai ragnetti non sarà più efficace su quella popolazione specifica e diventerà quindi inutile al 100%.

NOTA BENE: Una grossa raccomandazione che mi sento di fare è quella di utilizzare i prodotti che vi elencherò sempre muniti di guanti, una maschera respiratoria che copra tutto il viso con cartucce professionali intercambiabili ed una tuta impermeabile! Tutti gli ambienti circostanti la camera di coltivazione e/o della casa devo essere areatissimi, sgombri da persone o animali per due ore almeno. Non scherzate con questi prodotti sono cancerogeni. MI RACCOMANDO!

Inizialmente quando le piante sono piccole è buona abitudine bagnarle direttamente immergendole in una soluzione che può essere composta inizialmente da silicato di sodio e piretrine come blanda difesa iniziale (in un litro 4ml di silicato e quanto indicato in confezione per le piretrine visto che differiscono per concentrazione e origine talvolta).

Durante la fase vegetativa, ossia dopo il travaso nel vaso definitivo, attueremo il primo vero trattamento con il prodotto per le uova e quello per gli adulti distanziati fra loro ogni 3 o 4 giorni per impedire la proliferazione dopo la schiusa. Ecco perché si rende necessario l’utilizzo anche di un prodotto che uccida le uova. Alcuni prodotti di nuova generazione che uccidono il ragnetto in tutti gli stadi necessitano invece di almeno 30 giorni fra un intervento e l’altro, proprio per questo prima di utilizzarli bisogna sempre confrontarsi col sito del produttore prima di agire sconsideratamente. Per esempio nel caso di un nuovo prodotto che sto provando, e di cui ancora non conosco il nome purtroppo, si utilizza appunto distanziato di un mese fra i due interventi ma è attivo da solo contro tutti gli stadi del ragnetto e quindi non si rende più necessario intervenire dopo 3/4 giorni per la schiusa delle uova.

Detto ciò è facile capire che ogni prodotto ha la sua strategia, ma quella che vi propongo è valida per i prodotti che elencherò di seguito.

Nella pratica durante il periodo di crescita faccio due trattamenti distanziati di 3/4 gg come segue:
Acaricida per larve e adulti 1ml (Vertimec – Floramite – Oberon)
Acaricida per uova 1ml (Nissorun 1ml per litro)
Tensioattivante 10ml (Noburn Bionova)

Al momento di operare dovete avere già indossato tutte le precauzioni (maschera tuta e guanti).

Spruzzate bene le piante partendo dalla parte sotto delle foglie, una volta terminato dal basso potete fare la parte superiore. Grazie al tensioattivante noterete che la soluzione viene perfettamente distesa su tutta la superficie della foglia senza che si formino goccioline che poi dilavano senza produrre l’effetto desiderato.

Una volta che avete messo in fioritura intorno al 20° giorno prima che compaiano i veri fiori si fanno l’ultimo paio di trattamenti procedendo esattamente come sopra, e a questo punto potete applicare e fissare la rete di sostegno senza l’ansia che poi ci possa essere un ulteriore attacco e/o proliferazione. Ad ogni ciclo sarà buona abitudine pulire molto bene l’ambiente di coltivazione, eliminare il terriccio vecchio e procedere ad una sterilizzazione con varecchina o clorati. Rispetto alle norme di prevenzione sono le medesime che abbiamo affrontato nel numero precedente:
– No umidità bassa
– No alte temperature

Riguardo ai prodotti citati in questo articolo i riferimenti li potete trovare nei seguenti link:
NISSORUN, www.certiseurope.it/prodotti/linea-insetticidi.html
FLORAMITE, www.certiseurope.it/prodotti/linea-insetticidi.html
VERTIMEC, www3.syngenta.com/country/it/it/Prodotti/agrofarmaci/Pagine/vertimec_ec.aspx
OBERON, www.crop.bayercropscience.it

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Buon cultivo a tutti… Magno!

 





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