La Giunta provinciale del Trentino lo aveva emanato lo scorso maggio e il provvedimento entra ora in vigore: stop alla costruzione di centri commerciali sopra i 10mila metri quadrati.

Una decisione importante, la prima in Italia, che denota una presa di coscienza del proprio territorio e delle caratteristiche morfologiche e culturali. Il Trentino Alto Adige è una regione composta per l’87% da rocce, pascoli e boschi. Il restante 13% è potenzialmente a disposizione degli insediamenti abitativi e dell’agricoltura. Da qui il vicepresidente della Giunta, Alessandro Olivi, ha posto l’attenzione sull’importanza di preservare dalle mega costruzioni una risorsa molto limitata. 

Un altro aspetto non trascurabile è la gestione del traffico che queste strutture generano che si traduce in una maggiore concentrazione localizzata di automobili, oltre che di inquinamento acustico e atmosferico. La volontà è quella di dare respiro e fiducia alle piccole e medie attività commerciali site nei centri delle città e nei paesi di montagna.

Nel calcolo tra rischio e beneficio è stato fatto un lavoro di lungimiranza (si calcola che negli Stati Uniti chiuderanno 400 su 1100 centri commerciali nei prossimi anni) ed estremo realismo. Significativo il fatto che la proposta parta proprio da Alessandro Olivi, che ricopre la carica di assessore allo sviluppo economico e lavoro.

Puntare sulla qualità e sulla valorizzazione di un’area a vocazione alpina è una scommessa che non può che ripagare.

 





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