Cima1Strain: Magnum (autofiorente)

Seeds Bank: Buddha Seeds

Ciao a tutti! Qualche mese fa sono finalmente andato a vivere da solo, fatto che mi ha permesso di iniziare ad organizzare più seriamente la coltivazione indoor. Con l’intenzione di ottimizzare al massimo il nuovo spazio di coltivazione ho deciso di fare un primo ciclo-test con un paio di piante autofiorenti per mettere alla prova il nuovo setup e controllare che le temperature siano gestibili anche durante i mesi caldi.
L’elezione dello strain è ricaduta sulla Magnum un po’ per caso, scegliendola solo come test tra i mille strain a disposizione, ma anche per l’esperienza positiva di un amico coltivatore che in passato ha ottenuto buoni risultati con questa pianta.

SETUP INIZIALE
– Growbox da 1 x 1 x 2 metri
– 1 CFL da 125W con spettro da crescita + 1 CFL da 125W con spettro da fioritura
– Riflettore economico modificato per ospitare due portalampade
– Ventola da 12 cm
– Terriccio Canna Terra
– Vasi da 16 e 20 litri
– Termo-igrometro
– Misuratore pH

GERMINAZIONE E CRESCITA
Per stimolare la germinazione ho lasciato il primo seme in acqua per ventiquattro ore, seminandolo poi direttamente in un vaso da 20 litri riempito con terriccio Canna Terra prefertilizzato. Sopra il seme ho appoggiato una bottiglia di plastica nebulizzata con acqua per mantenere l’umidità al 90%, in questo modo sono bastati 2 giorni per assistere all’emergenza del primo germoglio.
A parte uno strech (allungamento repentino) iniziale dovuto alla fonte di luce troppo lontana, la crescita della prima pianta è proseguita abbastanza bene con il fotoperiodo di 24-0. Ho deciso quindi di far radicare anche il secondo seme di Magnum e di acquistare nel frattempo una lampada MH da 250W con cui sostituire le due CFL da 125W (per poi passare ad un fotoperiodo di 20-4) e un estrattore da 183m³/h con un tubo in alluminio per aspirare l’aria in prossimità del riflettore. Avvicinando il riflettore a 7cm dalle cime e accendendo il ventilatore, sono riuscito a mantenere la temperatura massima della zona di coltivazione entro i 26°C con il 55% di umidità.
Tenendo in considerazione che gli strain autofiorenti in genere hanno una crescita vegetativa molto breve, solitamente di circa tre settimane, ho preferito non utilizzare né radicante né fertilizzante durante i primi 25 giorni di vita della pianta, limitandomi ad irrigare solo con acqua a pH 6.5; questa scelta è stata dettata anche dal fatto che, facendo il chimico, ho potuto analizzare il terriccio che ho comprato, verificando che è già sufficientemente fertilizzato per coprire tutto il fabbisogno della pianta durante il primo mese di crescita. In generale, ho comunque cercato di ridurre al minimo l’uso del fertilizzante durante questo ciclo, per non alterare troppo il gusto della pianta con sostanze chimiche.
Con il senno di poi, per ridurre ulteriormente la fertirrigazione, avrei potuto aggiungere un po’ di guano bianco alla terra per coprire il fabbisogno della pianta anche in fioritura, ma sinceramente mi ero completamente scordato della sua esistenza.
A parte l’esplosione di una lampada (prontamente sostituita), ho avuto qualche problema di umidità durante la seconda settimana di crescita che è stata caratterizzata da giornate particolarmente secche in cui l’umidità è scesa a meno del 30%, seccando alcune foglie e obbligandomi ad aggiungere al setup un umidificatore ad ultrasuoni con serbatoio da 1,5 litri, per mantenere un’umidità appena sufficiente. I problemi si sono risolti definitivamente solo col successivo acquisto di un umidificatore da 6 litri che, riportando i valori medi al 60% d’umidità, ha ridato un po’ di vigore alle piante e mi ha permesso di terminare la fase di crescita senza ulteriori inconvenienti.

Crescita4

FIORITURA
Come previsto, dopo tre settimane dall’emergenza sono apparsi i primi prefiori. Ho quindi iniziato a fertilizzare leggermente usando 1ml di Alga Bloom della Plagron diluito in 500ml d’acqua, alternando l’irrigazione con sola acqua durante le prime due settimane dall’apparizione dei primi prefiori.
Dopo 30 giorni dall’emergenza, ho sostituito la lampada MH (mantenuta per permettere anche alla pianta più giovane di completare bene la crescita vegetativa) con una lampada HPS da 250W, ho poi allargato e legato le piante per aumentare l’esposizione di tutti i rami. Con la pianta più grande ho semplicemente allargato i rami più bassi lasciando sviluppare liberamente la cima apicale, mentre con la pianta più piccola ho fatto delle legature orizzontali dei rami e dell’apicale (tipo LST) per ottenere un “cespuglio” più uniforme e compatto.
Complessivamente con il cambio di lampada la temperatura è rimasta pressoché invariata, ma la diminuzione dell’umidità generale ha portato le piante a necessitare quasi 1 litro d’acqua al giorno. Ho iniziato allora ad aumentare la fertilizzazione, trovando la combinazione perfetta con 1 litro di acqua del rubinetto e 3ml di Alga Bloom che portano la soluzione a pH 6.5 senza ricorrere a ulteriori prodotti per abbassare il pH, in questo modo ho evitato di dare alla pianta acidi relativamente forti che personalmente preferisco evitare.
Fertilizzando in questo modo 3 volte a settimana, le piante hanno iniziato a crescere più di 1 centimetro al giorno, cosa che mi ha creato qualche problema di altezza con la pianta più alta che è arrivata rapidamente 10 cm dalla lampada. Organizzando un po’ gli spazi sono poi riuscito a recuperare qualche centimetro per evitare di bruciare le foglie più alte, posizionando la lampada a 25-30 cm dalle cime più alte.
Dopo circa 45 giorni di strech, le piante hanno iniziato a rallentare lo sviluppo verticale e a gonfiare finalmente i fiori, soprattutto sulla cima principale. L’unico problema che ho avuto è stato un leggero eccesso di fertilizzazione tra la sesta e l’ottava settimana, ma fortunatamente sono riuscito a recuperare in tempo la situazione.
Il resto della fioritura è proceduto bene e le piante sono diventate dei bei cespugli; dopo 55 giorni i fiori della pianta più grande hanno iniziato a colorarsi, mentre per aiutare quella più piccola ho aggiunto all’HPS anche la CFL da 125W con spettro per fioritura. Due settimane prima del taglio ho interrotto la fertilizzazione, in modo da non dover ricorrere ad un flush troppo intensivo durante gli ultimi giorni di fioritura.

Fioritura4

FLUSH E TAGLIO
Dopo circa 65 giorni ho iniziato a tagliare i rami secondari; tutte cime abbastanza piccole ma molto compatte, le ho tagliate leggermente in anticipo rispetto alla maturazione completa perché volevo ottenere un effetto cerebrale intenso ma di breve durata, in modo da potermi gestire la giornata a piacimento e non collassare sul divano.
A circa 75 giorni dalla germinazione ho proceduto con il flush e il taglio della pianta più grande, mentre per la seconda pianta ho dovuto aspettare altri 15 giorni prima che fosse pronta per il taglio.

Taglio2   Taglio

Complessivamente questo ciclo-test mi ha soddisfatto, il setup ha funzionato bene e le Magnum si sono rivelate piante interessanti. L’unico rimpianto è forse quello di aver legato solamente una pianta: vedendo la resa finale avrei fatto meglio a legarle entrambe.

Jointer 
(dal forum di enjoint.com)

 





One Comment

  1. io voglio provare a farne una ora senza usare nessun rodotto ma solo acqua da rubinetto
    funziona lo stesso o muoiono

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