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Mad Soul Legacy: "Vi presentiamo People.Love.Roots" – l'intervista

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Jangy Leeon, Roksico e Mr.Preenz aka Lukiddu sono i Mad Soul Legacy: il team milanese nacque nel 2006, ma da allora mai ha concentrato le forze per un album collettivo. Side-project, lavori in solitaria e collaborazioni sparse non gli hanno però impedito di dare vita a “People.Love.Roots“, il loro primo disco in uscita il 12 novembre per Mad Soul Music. Li abbiamo incontrati, assieme al loro fido producer Wego, e ci hanno spiegato cosa dobbiamo aspettarci da questo disco, anticipato dal primo singolo, “Cenere e vita“.

“PEOPLE.LOVE.ROOTS” uscirà il 12 novembre e sarà il vostro primo disco collettivo. Come mai tutta quest’attesa per un progetto firmato Mad Soul Legacy?

Lukiddu (Preenz): Sono proprio le vicissitudini della crew che hanno fatto sì che, solo nel 2014, riuscissimo a creare un disco interamente prodotto da noi, perché alla formazione stabile siamo arrivati comunque da poco. La crew è nata con parecchi elementi al suo interno, ognuno con la sua storia personale. Negli anni qualche divergenza artistica e professionale dunque c’è stata, è normale, e solo quest’anno siamo arrivati a essere noi tre e abbiamo sentito l’esigenza di esprimerci con un disco anche grazie al contributo costante e fondamentale di Wego FTS, validissimo beatmaker e socio fondatore della nostra etichetta Mad Soul Music. Insomma, non è stata pigrizia: noi siamo attivi, lo siamo sempre stati, tutti gli anni abbiamo prodotto cose nuove, ma solo ora siamo riusciti a lavorare su noi stessi perché solo ora siamo arrivati alla formazione definitiva.

Cosa dovremmo aspettarci da questo album? In ogni vostra produzione, il filo conduttore è l’amore verso il classic rap…

Lukiddu (Preenz): Siamo d’accordo con quello che dici, la musica che più ha segnato e influenzato il nostro percorso artistico è senz’altro quella della Golden Age. Non vorrei però che si creasse un malinteso o un’ambiguità, nel senso che questo disco per me non è un manifesto dell’hip hop classico, ma è solo una rappresentazione di quello che noi siamo. Se poi da questo disco traspare questo suono è solo motivo di orgoglio e non c’è nulla di male. Non ci sono crociate verso altre influenze musicali, ecco: nessun rap giusto o sbagliato, perché in Italia già ce n’è abbastanza di queste cose, siamo un paese che ama dividersi per fazioni, da sempre: ognuno ovviamente ha il suo gusto artistico e personale. Da questo album si evince che quello che ascoltiamo – e il nostro background – ha ovviamente certi suoni e caratteristiche, ma se una roba è ben fatta è ben fatta, c’è poco da dire. Insomma ognuno fa quello che vuole e il rap è bello perché è vario, tutto con un limite ovvio, zero roba di plastica e preconfezionata.

Jangy Leeon: Diciamo che noi volevamo che avesse un po’ questo stampo, che rispecchiasse abbastanza il nostro suono, la nostra origine, quindi il tutto si è concentrato in questo progetto che ci rispecchia fedelmente anche a livello musicale. La roba classica si capisce che ci piace molto.

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Anche l’artwork di “People.Love.Roots” richiama esplicitamente la golden era dell’hip hop americano. Perché questa necessità di rendere esplicito questo “ritorno al passato”?

Roksico:  L’artwork l’ha creato un nostro amico, David Faiek, in arte Delay e vuole esprimere le tre parole fondamentali dell’album che sono Persone.Amore.Radici. Insomma è quello che ci lega alla fine. Tra l’altro  è completamente fatto a mano, richiama un po’ le copertine anni ’90 (specie statunitensi) perché siamo molto legati alle sonorità di quegli anni , soprattutto adesso che si stanno un po’ “perdendo”.

Jangy Leeon: il titolo, People.Love.Roots, oltre a dare questa visione d’insieme di contesti dell’hip hop classico richiama anche le nostre tre iniziali Preenz.Leon.Roksico e anche da questa cosa è nato.

Dalla tracklist si evince una certa continuità di suono, visto che i producers sono il vostro fidato Wego FTS, Low Kidd e i Crazeology. Sarà un disco orientato al boom bap?

Lukiddu(Preenz): Il disco ha indubbiamente influenze classiche, boom bap, ma come ti dicevo prima, è un lavoro frutto di quello che noi siamo, al di là delle sonorità più in voga oggi. Se proprio volessimo analizzare le caratteristiche dei ragazzi che hanno prodotto i beat, forse solo i due Crazeology parlano da sé per la roba che fanno e che si può definire più boom bap. Wego FTS infatti è un beatmaker polivalente che spazia davvero tra  tutto con saggia pazzia e Low Kidd, anche lui molto vario, non fa prettamente roba classica, anzi. Nel caso della sua produzione c’è stato un bel compromesso a livello di sonorità ma non voglio svelare troppo, il disco lo ascolterà il pubblico e capirà.

Jangy Leeon: ecco, se posso dire qualcosa in merito, ne approfitto per ringraziare ancora Wego, che è il producer più interno al progetto, alla famiglia. Ma ringrazio anche, chiaramente, Res Nullius, Weirdo e Low Kidd: tutti e tre hanno prodotto anche molto del mio disco solista, “Lionel Collection”, ed erano nel nostro team lavorativo che avevamo prima, quando eravamo tutti dentro a 20100 Records e abbiamo davvero fatto tanta roba insieme.

wegoWego: a mio parere non c’è stata proprio una ricerca così voluta di questo suono classico. All’interno del disco c’è varietà, variano i beat e grazie anche al cambiamento dei produttori si riesce a cambiare il sound, mantenendo una linearità, ma ti posso dire che non è stata ricercata particolarmente, è venuta abbastanza naturale. Siamo usciti da un periodo un po’ difficoltoso e questo qui è il risultato di quasi un anno di lavoro fianco a fianco. Mad Soul Music è un’etichetta che è nata a gennaio e abbiamo già fatto uscire due Ep, uno trap (“Versi Espliciti”) con due video, e poi “Funking”, un lavoro completamente diverso, con sonorità più’ funk e differenti ed era stato realizzato prima di Mad Soul Music, era in cantiere da un po’. Poi ci sono state un po’ di vicende… ma non importa. L’importante è che noi tendiamo a fare la musica che ci piace, come ha detto prima Preenz, senza la ricerca ossessiva di un risultato. Abbiamo delle radici e si sente: spaziamo davvero tanto, potremmo dividerci dal suono west di Rocco a quello più new east di Luca, da quello più row di Jangy al mio più elettronico. Ecco, se unisci tutte queste cose, ti esce esattamente questo disco. Quindi non è ricercato a tavolino: se posso dirlo così, è del tutto naturale.

Milano è ormai diventata la capitale del rap in Italia, non solo grazie alla crew milanesi, ma anche a tutti i rapper “emigrati” qui. Com’è ora fare hip hop in questa città?

Lukiddu(Preenz): questo è un argomento abbastanza inflazionato: sembra che Milano sia diventata la mecca del rap! Non siamo a New York, dai. Se fai schifo, fai schifo ovunque. C’è chi viene qui con la borsa di cartone (come si diceva una volta) cercando qualcosa, la realizzazione e la scalata, probabilmente, e ci sono esponenti del rap italiano che spaccano che si sono trasferiti qui. C’è di tutto, insomma, proprio perché l’aria che si respira in città è questa, varia. Milano è probabilmente la città in Italia che riesce meglio ad amalgamare le diverse provenienze e scuole ma resta comunque una città che è riuscita da sé a dare tanto a questa cultura, fin dagli anni ’90: penso alle crew di breaker e writer e agli stessi rapper e dj, molti dei quali ancora attivi; penso anche al legame che molti MC milanesi hanno col writing e che puoi riscontrare anche in  Mad Soul Music. Io faccio parte, come mc, della OIC crew per esempio, lo stesso Jangy ha un solido background  nei graffiti così come Wego FTS. A mio parere, in definitiva, Milano rimane  uno dei poli dell’hip hop italiano, una città che, proprio per le sue caratteristiche, non si chiude in se stessa ma riesce a essere, vuoi per business vuoi per il suo dna, vetrina per tutta Italia. Vorrei però a questo punto chiarire una cosa: la scena milanese c’è ed è ben radicata nel territorio e  spacca, pure tanto. Che poi trovi meno spazio (per ora) e non risulti sempre coinvolta dai “big” della scena è solo per la prima caratteristica che ho elencato qui sopra e cioè per la componente business che qui è forte. In conclusione Milano rimane per me una città hip hop, ma non confiniamola solo in un certo tipo di hip hop.

Dove troveremo “People.Love. Roots”? Lo porterete in giro live?

Wego: Nei  live che abbiamo fatto in quest’ultimo periodo abbiamo già proposto i pezzi, quindi sì, abbiamo regalato delle anteprime al nostro pubblico senza svelare più di tanto, giusto per vedere come avrebbe reagito la gente. Alla fine ci è sembrato di avere un buon responso finora. E di sicuro lo porteremo in giro ancora, anzi non vediamo l’ora.

RoskicoIl disco lo si potrà trovare in tutti i  digital store e da Wag, che, per chi non conosce Milano, è la mecca per l’hip hop. . Poi speriamo anche di farlo arrivare in altri negozi. Ci stiamo lavorando



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