Contrariamente a ciò che si crede la cannabis non sarebbe nata in Asia centrale, ma in quella orientale. Non solo, perché secondo uno studio appena pubblicato la coltivazione del vegetale più controverso della storia risalirebbe almeno a 12mila anni, inserendola tra le prima piante coltivate nella storia dell’umanità.

Sono le rivelazioni di un nuovo studio scientifico pubblicato su Science Advances, in cui un team di ricercatori hanno effettuato l’analisi di 110 genomi coprendo uno spettro di diverse piante selvatiche selvatiche, varietà domestiche e moderni ibridi di canapa e cannabis.

La loro analisi genomica ha separato i campioni in quattro gruppi principali, a partire dalla cannabis basale, considerata dai ricercatori come la “sorella di tutte le altre categorie di cannabis” e che non era mai stata identificata prima, con grande sorpresa per i ricercatori.

L’analisi ha suggerito che i primi antenati coltivati si siano discostati dalla cannabis basale circa 12mila anni fa, indicando che la specie potrebbe essere già stata addomesticata da allora. Un’indicazione che coincide con la datazione di antichi manufatti, tra cui ceramiche provenienti dalla Cina meridionale, da Taiwan e dal Giappone dello stesso periodo, ha aggiunto lo studio.

“Le nostre analisi sull’intero genoma confermano i dati archeobotanici, archeologici e storici esistenti e forniscono un quadro dettagliato dell’addomesticamento della cannabis e delle sue conseguenze sul corredo genetico della specie”, afferma lo studio.
Secondo gli studiosi infatti le moderne razze autoctone cinesi – piante coltivate che sono state alterate attraverso l’agricoltura – e le piante di cannabis selvatiche sono ora i discendenti più prossimi degli antenati della canapa e della marijuana. Nel frattempo, i puri antenati selvatici della Cannabis Sativa si sono probabilmente estinti.
Dopo la sua domesticazione nel periodo neolitico, la pianta si diffuse lentamente in Europa e nel Medio Oriente nell’età del bronzo, come dimostrano le prove archeologiche.

Anche se, sul fatto che la canapa sia arrivata in Europa dall’Asia, lo studioso Giorgio Samorini non è d’accordo, visto che, dalle sue ricerche ha appurato che la canapa fosse già presente in Europa e in Italia a partire da 14mila anni fa.

Lo studio fa luce sull’antico mistero di dove e quando le varietà di cannabis con livelli più elevati di composti psicoattivi sono state riconosciute e utilizzate dagli esseri umani. Molti storici avevano posto le origini del fumo di cannabis nelle antiche steppe dell’Asia centrale, ma queste argomentazioni si basavano esclusivamente su un brano di un unico testo della fine del primo millennio a.C., scritto dallo storico greco Erodoto. Invece, lo studio ha mostrato che le piante di cannabis dell’Asia centrale non erano del cosiddetto tipo basale, che è adatto sia alla produzione di fibre che alla produzione di effetti psicoattivi, ma piante di canapa con bassi livelli di THC.

La prima testimonianza di un uso ricreativo e cerimoniale della cannabis, resta quella risalente a 2500 anni fa in Cina e scoperta di recente.

 





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