IMG1 1In un vortice di beat, rime caustiche e melodie vischiose di cui non ci si libera facilmente, dopo aver fatto girare il proprio nome soprattutto online e con alle spalle una manciata di EP, Lo Stato Sociale è diventato un caso ancora prima di pubblicare questo loro primo album.

“Turisti della democrazia” è un album di “welfare pop”, come lo definisce il gruppo bolognese, utile in un momento di crisi come questa. La poesia del cazzeggio e la prorompenza teatrale che li hanno contraddistinti nei quasi 150 live in due anni trovano la loro dimensione, più strutturata e libera al contempo, su disco in una commistione tra pezzi già conosciuti e urlati nella contagiosa euforia dei loro concerti e completi inediti, tra le accelerazioni in pieno stile Soulwax di “Ladro di cuori col bruco” e le dilatazioni cuoricini-step di “Seggiovia sull’oceano”, “Maiale” e “Mi sono rotto il cazzo”, manifesto di una generazione con un luminoso futuro alle spalle.

C’è forza, gioia e anche rabbia in “Turisti della democrazia”, un viaggio fatto di passione dentro il quotidiano delle vite di tutti, con una sana voglia di divertirsi ma anche di prendere in dote quello spirito punk che non ha mai avuto paura di dire in faccia le cose che non vanno.

a cura di Maurizio Bongianni





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