RACCOLTO

In questo articolo, parleremo del raccolto e di come essiccare, curare e conservare i fiori ottenuti. Dal momento che siamo in ottobre, le varietà coltivate all’esterno in Europa (tranne quelle contenenti più del 50% di piante sativa) sono al loro stadio finale.

Le varie sottospecie di cannabis presentano differenti tempi di fioritura, a seconda del luogo di origine delle piante genitrici che hanno contribuito alla composizione genetica della pianta coltivata. Ad esempio, l’origine della cannabis sativa va collocata tra l’equatore e i 30 gradi di latitudine, mentre quella della varietà indica tra i 30 e i 60 gradi di latitudine. Un elemento importante per le sottospecie a maturità veloce è la razione di ore diurne e notturne. Se le piante hanno un periodo di buio troppo lungo, tenderanno spontaneamente a fiorire perché sentono che il periodo di luce sta per finire; la pianta quindi fiorisce e cerca di produrre semi in modo che la progenie ritorni (in modo naturale) l’anno successivo. Le compagnie di semi sono riuscite a riprodurre selettivamente le piante tramite sistemi climatici controllati per la coltivazione indoor, per cui abbiamo la possibilità di scegliere le varietà che meglio si adattano a una particolare latitudine. Dopo il solstizio d’estate, gli ormoni attivi delle piante (inizialmente ormoni della crescita) si trasformano in quelli adibiti alla fioritura. E’ possibile osservare questi stadi studiando le foglie. Nel periodo di crescita, la pianta produce un numero dispari di foglioline (1,3,5,7,9, ecc…) ma, quando la pianta arriva alla fioritura e alla maturazione, il processo si inverte (9,7,5,3,1). Quando questo processo si è ripetuto per tre o quattro volte, vuol dire che la pianta è vicina alla sua completa maturazione.

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Durante la fase di crescita, i pistilli (i peli che fuoriescono dal calice) sono invariabilmente e prevalente-mente bianchi ma diventano gialli, marroni o rossi (a seconda della sottospecie) una volta raggiunta la maturazione. Con una normale lente di ingrandimento è possibile osservare le ghiandole di resina presenti su tutta la pianta ma soprattutto sui grappoli in fiore. E’ inoltre importante notare il cambiamento di colore delle ghiandole da un bianco latte ad un miele ambrato. E’ questo il metodo principale per determinare se la pianta ha raggiunto l’apice della maturità. Come regola generale, se 1’80% dell’area sotto osservazione è di un colore miele ambrato, vuol dire che è arrivato il tempo di potare la pianta.

Esistono altri elementi che influiscono sul raccolto, come ad esempio i cicli lunari, la produzione di cannabinoidi, i raggi ultravioletti, l’altitudine, la temperatura notturna, il fertilizzante, il materiale in cui viene coltivata la pianta e la disinfestazione. “Tutti questi fattori influenzano il risultato finale ma avvengono tutti nella fase di crescita della pianta. Possiamo dire che la pianta sarà in condizioni ottimali per la fioritura solo se ne abbiamo molta cura nella fase di crescita.”

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ESSICATURA

Sebbene l’essicatura di una pianta di cannabis femminile sia una delle parti più importanti di tutto il processo di coltivazione, sono in pochi a dedicarvi del tempo ed è proprio per questo che spesso una bella pianta finisce col produrre ben poco. Nella maggior parte dei casi i fiori sono rovinati da una scarsa manipolazione dopo il raccolto.

I metodi usati dai coltivatori per essiccare la pianta femminile sono due. Il primo è estrarre l’intera pianta dal terreno o dal vaso, mentre il secondo è tagliare i grappoli uno ad uno e metterli ad essiccare su un vassoio. Per la coltivazione mirata alla vendita diretta preferisco il primo metodo, mentre il secondo è l’ideale se si hanno a disposizione solo poche piante con fiori a diversi gradi di maturazione. Inoltre, quando la pianta è ancora viva ma è pronta per il raccolto, potete eliminare le foglie più grandi di modo che, riducendo la parte fogliare, i fiori possono essiccare direttamente sullo stelo. Qualunque metodo usiate, ci vogliono circa una o due settimane per essiccare un’intera pianta nel modo corretto. Tuttavia per essiccare i fiori singoli liberi dal fogliame e disposti sui vassoi bastano 3 o 5 giorni.

Il modo migliore per essiccare una pianta consiste non tanto nel riscaldare una stanza portandola ad alte temperature quanto estrarre tutta l’acqua dall’aria. E’ importante quindi acquistare un piccolo misuratore di umidità e di temperatura. Una cantina oppure una stanza fredda (15-18 gradi) rappresenta il luogo ideale poiché è meglio essiccare una pianta lentamente e nel giusto tempo piuttosto che farlo con troppa fretta. E’ inoltre importante utilizzare un ventilatore per smuovere l’aria intorno alla pianta in modo da evitare la formazione di funghi che farebbero ammuffire la pianta. Se controllate l’umidità appena dopo aver appeso la pianta ad essiccare, vedrete che segnerà intorno all’80-100%. Tramite la circolazione, l’acqua viene estratta dall’aria e la pianta sarà vicina all’essiccazione quando l’umidità sarà intorno al 30-40%. Se le piante vengono appese intere e a testa in giù, le foglie impediranno che i fiori perdano le ghiandole di resina durante la manipolazione. Ricordate che se li maneggerete poco, i fiori avranno un aspetto, un gusto e un profumo migliori. I fiori generalmente perdono con l’essicatura circa il 25% del peso che avevano precedentemente. Quando i fiori saranno abbastanza asciutti da poterli conservare senza il rischio di muffa, lo stelo centrale del fiore si spezzerà subito appena lo piegherete. In genere i fiori essiccati pronti da usare conservano il 10% di acqua. Se non rimane acqua nella pianta, le resine perdono la loro potenza e i grappoli dei fiori si disintegrano in un’inutile polvere esposta alla decomposizione al contatto con l’atmosfera. L’essicatura rimuove l’acqua solo dal fiore che quindi brucerà. Solo con la dovuta attenzione otterrete della cannabis piena di gusto e psicoattiva. Durante il raccolto, il fiore è morto né più né meno di quanto lo sia una mela. Inoltre, il gusto e l’aroma migliorano quando la clorofilla e gli altri pigmenti iniziano a indebolirsi. Il processo di cura può essere portato a compimento senza possibilità di muffa solo se lasciate le foglie essiccate in sacchetti di carta o in scatole di cartone per tre mesi. I gas invisibili prodotti dalla decomposizione della clorofilla possono rovinare il gusto dei fiori completi se (dopo l’essiccazione) vengono tenuti in depositi a chiusura ermetica.

La conservazione dei fiori curati può avvenire in vari modi. Il metodo più efficace consiste nel conservarli in un contenitore ermetico nel frigorifero e non nel congelatore, oppure in un luogo freddo e buio. Se i fiori vengono sigillati, si riduce la perdita dell’aroma e del gusto nel tempo. Inoltre se i fiori sono essiccati, curati e custoditi in modo idoneo, possono essere conservati fino a 18 mesi senza che i cannabinoidi, l’aroma e il gusto del fiore si modifichino eccessivamente.

L’essicatura, la cura e la conservazione del prodotto finale sono fattori essenziali se si vuole ottenere un gusto corposo, un aroma seducente e un buon profumo, perciò vale la pena spenderci del tempo nel modo corretto. Non c’è di peggio che rovinare le piante per l’impazienza, perciò fate la cosa giusta e siate pazienti. Ne sarà valsa la pena.

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Attenzione: le informazioni contenute in questo articolo non intendono in alcun modo istigare, indurre od esortare l’attuazione di condotte vietate dalla legge vigente.




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